Dei relitti e delle pene
Giustizia, giustizialismo, giustiziati. La questione carceraria fra indifferenza e disinformazione

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* Campi Obbligatori

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Collana: Problemi aperti
2020
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali, Problemi e processi sociali, Diritto
isbn: 9788849865509
Tag: Giustizia, Giustiziati, Carceri, Diritti
Cartaceo disponibile
Prefazione di Giuliano Pisapia

Oggi di carcere si parla poco e male, spesso a sproposito. Non tanto per raccontarne le condizioni effettive, quanto per far leva sulle paure (anche legittime) di quella parte dell’opinione pubblica malata di agnosìa e incline a un populismo giustizialista che in nome della sicurezza chiede che i cattivi vengano presi e “buttati in galera”. Galera che ci costa ogni anno tre miliardi di euro e produce solo in minima parte il risultato che le assegna la Costituzione: «reinserire, a fine pena, i detenuti nella comunità ». Attualmente nelle carceri ne sono stipati oltre 61mila (al febbraio 2020), 15mila in più rispetto alla capienza effettiva: un sovraffollamento disumano e indegno di un Paese civile. Una buona parte potrebbe beneficiare di misure alternative alla detenzione, che trovano però ancora scarsa applicazione. La causa del problema è a monte dell'esecuzione penale, in un sistema giudiziario carcero-centrico che va smontato pezzo a pezzo e rimontato con strumenti innovativi come la giustizia riparativa.