Daniele Mangano

(Torino, 1978) Figlio di immigrati dal Sud Italia, cresce a Borgaro alla periferia nord di Torino. Dopo le prime esperienze lavorative negli enti locali, viene in contatto con un imprenditore che si occupa di programmazione di robot industriali e, attratto soprattutto dalla possibilità di lavorare all’estero, si fa assumere. I primi anni, tra “cantieri” nelle fabbriche automobilistiche di Spagna e Germania, sono di vera gavetta, ma sono anche la premessa per un’attività da lavoratore autonomo in questo settore. Passano gli anni, con ottimi guadagni e soddisfazioni, ma intorno al 2008 comincia un periodo di difficoltà che lo mette di fronte a un bivio: proseguire il lavoro nell’ambito della robotica o cercare altre direzioni? Sostenuto dalla moglie, non molla e gioca il tutto per tutto. Nel giro di soli dieci anni dà vita alla Manganorobot (MR), una delle più interessanti aziende italiane specializzate nella programmazione dell’automazione industriale. La MR, con sede a Torino, è oggi una holding che racchiude al suo interno cinque filiali – negli Usa, in Thailandia, in Serbia, in Germania e in Uzbekistan – e dà lavoro a un’ottantina di persone, tra dipendenti e collaboratori.

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