BLOG Herzog / Fellini, Roma (ilmattino.it)

di Marco Ciriello, del 16 ottobre 2020

Fellini e Roma nell’immaginario sono una cosa sola, intesi come regista e città, ma prima c’è stato un film, di quelli trascurati, tra i tanti con Roma, dove la città era protagonista e titolo. Una pellicola del 1972, scritta da Federico Fellini e Bernardino Zapponi (abbiamo invocato più volte la ristampa di “Gobal”), che in pochi colgono subito, tra questi Pier Paolo Pasolini: «il capolavoro di Fellini», forse per l’assenza di attori veri e il solo passaggio della Magnani, con la città che un po’ viene riprodotta un po’ ripresa, divenendo una Roma artefautentica, un vero prodotto cinematografico perché fuori dal tempo. Andrea Minuz ne ha scritto in “Fellini, Roma” (Rubbettino), riuscendo a farci sentire l’agire felliniano, a mostrarci la geologia cinematografica – ricostruendo rapporti e storie – fornendoci un album storico della città, con piccole citazioni, aneddoti, rimandi: da Flaiano ad Argan, dal Gra all’Ambra Jovinelli passando per il Colosseo illuminato da una delle tante epifanie felliniane. Minuz è veloce e preciso: sezionando il film, seziona la città e sezionando la città racconta una storia che ci appartiene.