“Zero al Sud” di Marco Esposito, Rubbettino. La truffa dell’autonomia della Lega (zoomsud.it)

di Redazione, del 30 dicembre 2019

Zero al Sud

La storia incredibile (e vera) dell'attuazione perversa del federalismo fiscale

“Fu comunque uno scoop, pubblicato sul Mattino il 9 marzo 2014 con approfondimenti nei giorni successivi … Per gli asili nido 51 milioni a Torino e 16 a Napoli e per l’istruzione 129 milioni a Torino e 55 a Napoli … per istruzione e asili nido l’assenza di servizi equivaleva ad assenza di fabbisogni … e quando da Napoli si passava a grandi centri della provincia – come Giugliano, Casoria, Pozzuoli, Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano – i fabbisogni per gli asili nido diventavano addirittura zero. I bambini e le famiglie non avevano valore statistico, si contavano i mattoni degli edifici scolastici. Se non hai l’asilo, vuol dire che non ti serve”. pag 52-53.

“Il 25 giugno del 2015 toccò alla Sose illustrare i conteggi sul federalismo fiscale … L’esempio di confronto preparato dalla Sose era suggestivo già nel nome: Reggio Emilia e Reggio Calabria. Il dato da cui si partiva era la spesa storica del Comune, spesa riferita alle sole funzioni fondamentali quindi per esempio escludendo tutte le iniziative nel campo culturale o di promozione economica. Ebbene: la Grande Leggenda di un Sud inondato di soldi e sprecone cadeva subito perché Reggio Emilia spendeva decisamente di più e cioè 129 milioni contro i 104 milioni di Reggio Calabria. Le due città non erano esattamente uguali per popolazione perché il capoluogo calabrese contava 187mila residenti contro i 170mila di quello emiliano, per cui la spesa storica per abitante era di 559 euro a Reggio Calabria e di 757 euro a Reggio Emilia … In questo libro si fa di tutto per rendere chiaro quello che si è cercato di nascondere.”. pag 81

 

“… Assegnare fabbisogno zero a chi non offre servizi significava confondere i bilanci comunali con i diritti dei cittadini.”. pag 85

 

“Un articolo del Mattino del 4 aprile 2016 … La definizione di Marattin era quella della Copaff ereditata dalla Ctfs: considerava i fabbisogni pari agli importi necessari all’ente comunale per garantire i servizi storici. Quindi se non avevi asili nido, il tuo fabbisogno per gestire asili nido era ovviamente zero.” pag 95

 

“Il dibattito si tenne durante tre intense riunioni della Ctfs il 13, il 20 ed il 26 luglio 2016 (verbali 10, 11, 12) … Invece è giusto cosi – riportò il verbale- in quanto è sbagliato concedere oppure tagliare indistintamente risorse a tutti gli enti, senza tenere adeguatamente conto delle differenze: a Reggio Calabria ci sono un decimo degli asili nido di Bologna, dunque non si possono erogare le stesse risorse”. Non contavano i bambini, non contavano le famiglie, contavano i mattoni. Non hai asili nido, non ti servono ... Discorso chiuso per l’ANCI. Gli zeri sono giusti.” pag 110

 

Zero al Sud: la storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale, di Marco Esposito edito da Rubbettino nel 2018, credo sia il libro da leggere in questo scorcio di anno.

 

Ci sono lettori obbligati? Si, penso proprio di sì.

 

Sindaci, consiglieri e assessori comunali dovrebbero studiarlo, sottolinearlo, tenerlo sul comodino, portarlo d’appresso, citarlo. E poi dovrebbero leggerlo le mamme, i papà e anche loro tenerlo un poco in giro per casa, magari parlarne a cena. E poi forse il personale che avrebbe potuto lavorare negli asili nido e che non lavora perché gli asili nido non ci sono. E poi certamente tutti i cittadini che pagano le tasse, e le pagano con le stesse regole in tutto il Paese, con gli stessi coefficienti a Napoli e a Torino, a Reggio Emilia e a Reggio Calabria.

 

Il libro prova a togliere la nebbia, a far capire al lettore quella babele di sigle: Sose, Cfts, Copaff; prova a fare i conti con il lettore; citando direttamente i verbali ufficiali, le parole dei parlamentari, le audizioni in parlamento.

 

A me è venuto difficile leggerlo, ogni venti pagine mi sono dovuto fermare: senso di nausea, peggio che le onde lunghe. Non credo si possa arrivare all’ultimo capitolo senza interrompere un poco di volte la lettura.

 

Basta aprirlo in libreria e sbirciare le citazioni testuali riportate in prima pagina: quella di Giorgetti della Lega, quella di Zanoni del PD, quella di Zaia presidente della regione Veneto.