“UN’ALTRA LIBERTÀ”. RUINI E QUAGLIARELLO A CONFRONTO (www.marcotosatti.com)

di Marco Tosatti, del 19 febbraio 2020

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Un'altra libertà

Contro i nuovi profeti del paradiso in terra

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ben volentieri vi presentiamo oggi un libro che certamente farà discutere, e che costituisce un contributo importante e lucido al dibattito sulla crisi che stiamo attraversando: come Paese, in primo luogo, e poi come continente, e modello societario, oltre che, naturalmente a livello religioso. È il frutto di un dialogo che si è prolungato nel corso degli anni fra il cardinale Camillo Ruini e il prof. Gaetano Quagliariello. Pubblichiamo l’introduzione al libro (per i tipi di Rubbettino, “Un’altra libertà”), e vi offriamo quella che a nostro parere è una frase illuminante e fondamentale: la domanda di base di quella che è la stagione della nostra crisi, religiosa, politica e sociale. L’incipit del volume:

Camillo RUINI – «C’è un nesso tra l’attacco alla vita e la crisi dell’Occidente e dell’umanesimo occidentale? Io credo di sì, e per rintracciare il tratto comune mi rifaccio all’enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II. Certo, un’enciclica ha una destinazione universale e non può essere circoscritta al nostro angolo di mondo, per quanto vasto questo angolo sia. Quel testo miliare, tuttavia, individua le radici delle attuali minacce alla vita nella rivendicazione della libertà individuale: in qualcosa, dunque, che caratterizza soprattutto la cul- tura occidentale».

E ci sembra centrale, nella nostra vita di oggi, questa successiva riflessione, che sta alla base della crisi esistenziale e societaria:

Camillo RUINI – «Non può esserci una libertà puramente individuale: siamo infatti esseri relazionali, incapaci di esistere e di giungere all’esercizio della libertà se non ricevendo dagli altri e rapportandoci a loro, come anche all’ambiente nel quale viviamo. Perciò la cultura dei diritti soggettivi, se assolutizzata, diventa un’illusione, anzi, una tragica illusione che conduce alla negazione degli altri e dei loro diritti e alla fine anche alla negazione di noi stessi, come avviene appunto nell’eutanasia».

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Questo libro non è la trascrizione di un colloquio ma la ricostruzione di un lungo dialogo. Un dialogo che dura da molti anni, che nel tempo ha visto avvicendarsi stagioni, papati e governi. E che, attraverso lo sguardo acuto e partecipe di un principe della “Chiesa militante” e di un professore e politico liberal-conservatore, ha percorso le alterne vicende del rapporto tra Chiesa e politica, tra princìpi non negoziabili e regola democratica, tra una tradizione culturale che mette al centro la persona e un’idea di progresso che sembra voler andare oltre l’essere umano per come l’abbiamo fin qui conosciuto.

Insomma, un dialogo che più volte e da diverse strade si è trovato al crocevia tra la natura, la verità e la libertà. Fino a porsi, con metodo laico, il grande interrogativo del nostro tempo: cos’è l’uomo di fronte alla presunzione di superare il proprio stesso limite, combinando le armi della scienza e del diritto?

La stesura delle pagine che seguono è iniziata quasi per caso. Quando il cardinale Camillo Ruini nel novembre del 2017 accettò di inaugurare la XII edizione della Scuola di alta formazione politica della fondazione Magna Carta, ci si rese conto che il testo della sua lectio dedicata all’enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II e l’introduzione del presidente della fondazione, Gaetano Quagliariello, si intrecciavano in una sorta di confronto sotteso sul tema della libertà. Da qui l’idea di ricostruirne la trama, dedicando questo lavoro agli studenti che per tanti anni – e speriamo ancora per molti anni a venire – hanno animato la scuola di Magna Carta.

Da quel progetto iniziale l’orizzonte si è poi allargato. Tirando le fila del discorso ci si è trova- ti infatti a risalire a ritroso, ripercorrendo – con l’aiuto dei testi, delle riflessioni e delle interviste prodotti dai due protagonisti nel corso del tempo – il dipanarsi di uno scambio umano e intellettuale e, attraverso di esso, l’aggravarsi della crisi della civiltà occidentale che il cristianesimo ha permeato di sé.

Ne emerge un affresco non privo di inquietudine ma proteso verso squarci di speranza. Soprattutto, appare evidente come la chiave di volta del discorso sull’uomo sia il confine della sua libertà. Un confine che questo libro non circoscrive a un ambito esclusivamente fideistico ma, seguendo la traccia pascaliana ripresa da Joseph Ratzinger nel suo celebre invito ai non credenti a vivere “come se Dio esistesse”, ricerca nella verità inscritta nel

cuore di ogni uomo e nelle leggi immutabili del diritto naturale. Sicché, proprio oggi che il dirit- to naturale viene sempre più messo in discussio- ne, difendere la persona e la sua autentica libertà diventa un imperativo categorico per chiunque abbia a cuore le sorti dell’Occidente e della stessa umanità”.