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«I Tragediatori. La fine dell’antimafia e il crollo dei suoi miti» di Francesco Forgione (sololibri.net)

di Francesca Ferraro , del 30 agosto 2018

I tragediatori

La fine dell'antimafia e il crollo dei suoi miti

Francesco Forgione è stato Presidente della Commissione Antimafia nella XV legislatura e, nel libro “I Tragediatori. La fine dell’antimafia e il crollo dei suoi miti”, Rubettino editore, racconta fatti ed episodi che ognuno potrebbe conoscere in quanto si tratta di atti pubblici e noti, ma che uno studioso e attento osservatore come Forgione mette insieme e relaziona per raccontare come una parte dell’antimafia li abbia, nei fatti, utilizzati come un pretesto per raggiungere ben altri scopi. 
Il termine “tragediatori” deriva da quanto Tommaso Buscetta disse alla Commissione Antimafia:

chi di noi, nel raccontare fatti di Cosa Nostra non dice la verità, noi li chiamiamo tragediaturi.

Nella prefazione, Giuseppe Di Lello, estensore della legge sulla destinazione sociale dei beni confiscati e giudice istruttore di maxiprocessi alla mafia, mette in evidenza come lo scopo del libro, constatando la sensazione di “rigetto” del movimento antimafia, sia:

analizzare i motivi profondi di questa svolta rovinosa, individuando tutti pericoli di un antimafia opportunista e di facciata. Siamo infatti in una fase in cui tutto appare confuso, per le tante ambiguità di molti protagonisti di vicende che interessano la lotta alla mafia, sembra difficile capire dove si esista il confine tra un’azione di contrasto seria ed efficace e comportamenti che, nel paravento dell’antimafia, sconfinano avvolte nelle illeceità o quantomeno nel malcostume.

I “tragediatori” dell’Antimafia, con provenienze da diversi ambienti, sono stati imprenditori, giudici, giornalisti, rappresentanti di associazioni e molti di essi hanno trovato spazio e costruito le loro carriere antimafia diventando protagonisti ed eroi di studi televisivi. Molti paladini dell’antimafia sono stati coinvolti da inchieste e, a proposito della terra in cui vive, Forgione scrive:

Certo in una regione che dal 2001 al 2008 ha avuto un presidente condannato per mafia, l’antimafia è stata usata sia nelle lotte intestine interne ai partiti che per sostituire un blocco di potere a un altro.