70 anni della Cineteca Nazionale
del Centro Sperimentale di Cinematografia 1949-2019

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Collana: Centro Sperimentale di Cinematografia
2019, pp 240
Rubbettino Editore, Cinema e Media, Cinema
isbn: 9788849861242

Se da una parte il compito della Cineteca è principalmente quello della conservazione e della tutela del patrimonio cinematografico e audiovisuale, dall’altro la sua attività più universalmente nota all’esterno, anche grazie ai grandi e meno grandi festival in ternazionali e nazionali di tutto il mondo, è quella del restauro delle opere filmiche, ovvero del recupero dei film del proprio archivio da restituire a nuova vita. Attività indispensabile, seppur costosa, e talora molto costosa, intesa letteralmente a salvare dalla distruzione fisica dovuta all’incuria e allo scorrere del tempo film che andrebbero altrimenti perduti. Come già buona parte del patrimonio mondiale del cinema. La “Martin Scorsese’s Film Preservation Foundation” ha stimato che quasi l’80% dei film realizzati tra il 1895 e il 1930 (soprattutto film muti) siano andati persi per le più diverse ragioni: per l’instabilità della nitrocellulosa, per gli incendi da essa sprigionatisi, per i bombardamenti e le requisizioni durante le guerre, e soprattutto per la delittuosa inettitudine nella conservazione delle pellicole, giacché si reputava che un “vecchio” film, a maggior ragione se muto, non avrebbe avuto alcun valore commerciale. Così ignoran done totalmente il valore culturale.

(dalla prefazione di Felice Laudadio)

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