Filippo Accurso
Visione e determinazione concettuale
Un approccio epistemologico alla filosofia della matematica del secondo Wittgenstein

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Collana: Università fuori collana
2002, pp 306
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione, Storia della filosofia occidentale
isbn: 9788849803327
Le osservazioni wittgensteiniane sulla matematica assumono, se collocate sullo sfondo del dibattito svoltosi negli anni Trenta e Quaranta del Novecento in seguito alla seconda crisi dei fondamenti, il carattere di percorso autonomo e, tutto sommato, alternativo e complementare alle vie indicate e seguite dalle principali scuole di pensiero matematico del tempo.Wittgenstein, riprendendo e specializzando la nozione del significato come uso, individua nella chiarificazione della grammatica delle proposizioni matematiche elementari il nucleo fondante e fondamentale della ridefinizione del carattere costruttivo e sintetico a priori delle proposizioni matematiche alla luce delle considerazioni sulla matematica come fenomeno antropologico.Intrecciando alcuni dei numerosi fili che percorrono la produzione wittgensteiniana,“Visione e determinazione concettuale” trova nella costruzione-determinazione dei concetti in rapporto all'individuazione e fissazione delle relazioni interne in un nuovo paradigma, un elemento di unitarietà.In questa prospettiva, di matrice nettamente nominalistica (le relazioni interne esistono se e solo se vengono viste e fissate in un nuovo concetto), il filosofo austriaco coniuga necessità e convenzione conferendo alle prove e alle proposizioni matematiche la natura e la funzione di immagini di un percorso paradigmatico logico-visivo che esprime sinteticamente le proprietà fondamentali delle figure di prova e fissa la legge di costruzione che guida la determinazione dei concetti e struttura le connessioni delle proposizioni empiriche.