Ferdinando Cordova
Verso lo Stato totalitario
Sindacati, società e fascismo

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Collana: Saggi
2005, pp XIV+320
Rubbettino Editore, Politica, Ideologie e culture politiche
isbn: 9788849809992
Le leggi, approvate dal fascismo nell'autunno del 1926, segnarono, com'è noto, la fine del sistema parlamentare italiano ed avviarono il Paese verso la dittatura totalitaria. Particolare rilievo vi ebbero le norme che abolirono la pluralità rappresentativa dei lavoratori, sostituendola con il sindacato unico obbligatorio, giuridicamente riconosciuto. Esse avrebbero dovuto contribuire, come ebbe a scrivere il guardasigilli Rocco,“a dare allo Stato fascista la sua fisionomia e alla sua azione un concreto contenuto sociale”. Restava, tuttavia, da stabilire quale fosse il peso e l'importanza che il sindacato obbligatorio era chiamato ad esercitare, pur nei limiti di una società fortemente centralizzata, nel nuovo ordinamento.
Intorno a questo tema, le tensioni, tra il 1926 ed il 1929, furono, all'interno del fascismo, altissime e si tradussero, tra le sue diverse componenti, in polemiche, che avevano sullo sfondo la crisi economica, seguita alla deflazione della lira, e che preludevano agli equilibri, sui quali era destinato ad assestarsi, nella prospettiva di un sistema corporativo mai del tutto realizzato, il regime.
Il mito corporativo affascinò , peraltro, anche alcuni esponenti del riformismo italiano, convinti, in perfetta buona fede, che, superata la fase convulsa dell'assestamento, sarebbe emersa e si sarebbe affermata, nelle istituzioni, l'anima socialista, da cui il“duce” ed alcuni suoi compagni d'avventura erano partiti.
Anche questo tentativo si esaurì contro la logica inesorabile della dittatura, la quale non ammetteva anomalie e finiva, così, per deludere quanti avevano sperato, da destra o da sinistra, che il sistema fosse capace di ascoltare la sua base di massa.
Il volume ricostruisce, mediante una vasta ed inedita documentazione, la dinamica sociale, che condusse il fascismo a diventare totalitario, e lo scontro, non solo ideologico, che accompagnò un dibattito cruciale per la vita del Paese.
Premio Bruno Buozzi 2005
Roma