Elisa Cuttini
Unità e pluralità nella tradizione europea della filosofia pratica di Aristotele
Girolamo Savonarola, Pietro Pomponazzi e Filippo Melantone

Special Price €11,48

Prezzo Pieno: €13,50

aggiungi al carrello
aggiungi alla whishlist

Collana: Centro interuniversitario per lo studio della tradizione aristotelica
2006, pp VII+220
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849815757
Prefazione di Franco Biasutti
Il volume affronta il tema della presenza di Aristotele nella filosofia pratica del Rinascimento europeo, in rapporto alle personalità fortemente differenziate di Savonarola, Pomponazzi e Melantone, nei quali l’aristotelismo si rivela non tanto un elemento statico e rituale di riferimento, ma piuttosto uno strumento vitale di confronto critico e di rinnovamento rispetto alla tradizione medievale precedente. In Savonarola, la ripresa dell’etica di Aristotele è orientata all’individuazione delle virtù etiche e proiettata verso un repubblicanesimo di impronta spirituale e sociale insieme. Il senso della contemplazione, infatti, viene esteso dall’aspetto teoretico-scientifico, propriamente aristotelico, a quello religioso, per cui l’elevazione spirituale che ne consegue non è più appannaggio di una élite di filosofi, ma si rende accessibile al più ampio strato popolare permeato dalla religiosità del cristianesimo. Pomponazzi sembra proporsi di riconquistare il genuino pensiero di Aristotele attraverso una rigorosa ricostruzione teorico-concettuale. Usando dialetticamente l’ermeneutica di Tommaso contro quella di Averroè, egli argomenta in termini aristotelici non solo l’idea della mortalità dell’anima, ma anche, andando oltre lo stesso Aristotele, la concezione della virtù etica come supremo traguardo per la piena realizzazione dell’uomo. Melantone si colloca nell’ottica umanistica del recupero anzitutto filologico del testo di Aristotele e, in ambito morale, utilizza il concetto di giusto mezzo per giungere a prospettare una conciliazione fra esigenze filosofico-razionali e religioso-teologiche, facendole poi rientrare in un ordinamento gerarchico originale, coerente con l’orientamento anti-ascetico assunto dal cristianesimo riformato.