Una vita contro la mafia ()

di Redazione, del 09 maggio 2013

Il libro racconta la storia di Peppino Impastato un giovane nato a Cinisi, piccolo centro vicino a Palermo, che rompe con il padre, che lo caccia di casa e, forte delle sua formazione comunista, avvia un'attività politico-culturale contro il silenzio e le diffuse connivenze mafiose.
Dalla protesta in piazza ai giornali volanti, alle manifestazioni improvvisate, Peppino arriva infine all'uso politico di una radio libera autofinanziata, Radio Aut, dai microfoni della quale fa nomi e cognomi, denuncia interessi che ruotano intorno all'ampliamento dell'aeroporto di Punta Raisi, mettendo con le spalle al muro il boss Tano Badalamenti che, per ritorsione, ne commissiona l'assassinio.
Il 9 maggio 1978 a Cinisi viene ritrovato il corpo senza vita di Peppino Impastato. L'evento non crea all'epoca molto scalpore"sepolto" da un'altra tragica notizia, il ritrovamento, in via Caetani, del cadavere di Aldo Moro.
L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti, dopo quattro anni di processo, è condannata all'ergastolo come mandante e responsabile dell'omicidio di Peppino.

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