Una bomba per il duce
La centrale antifascista di Pacciardi a Lugano (1927-1933)

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Collana: Problemi aperti
2003, pp 406
Rubbettino Editore, Storia, Storia generale e mondiale
isbn: 9788849807066
Avventurosi andirivieni sulla frontiera italo-svizzera, rocamboleschi viaggi verso l'Italia di materiale antifascista, audaci progetti di attentati a Mussolini, tra i quali il complotto sventato dell'anarchico Ersilio Belloni e del repubblicano Luigi Delfini, azioni clamorose come il volo di Giovanni Bassanesi su Milano, ambigue congiure, insinuanti operazioni dell'Ovra e, ancora, idealisti senza storia, loschi figuri, futuri padri della Repubblica,“barbe finte”, combattenti veri, doppiogiochisti e finanche una ruspante Mata Hari: la storia della centrale di Lugano, l'organizzazione diretta da Randolfo Pacciardi, che dal 1927 al 1933 è una spina nel fianco del fascismo e fa da sponda alle attività clandestine della Concentrazione di Parigi, di Giustizia e Libertà, della Giovane Italia.
Un piccolo mondo di cospiratori fra locande, botteghe, trattorie e palazzi delle istituzioni cantonali, descritto anche nelle dimensioni umane dell'esilio.
Sullo sfondo l'inquietante scenario del consolidamento poliziesco del regime, fino alla compiacente cacciata di Pacciardi dalla Svizzera, dopo una vicenda ricca di intrighi e colpi di scena. Una pagina poco nota e ancor meno indagata sul“fuoruscitismo” militante (qui sostenuto dalle forze democratiche ticinesi) e su uno dei suoi capi più prestigiosi, ricostruita con documenti inediti e testimonianze di prima mano, che avvince con la forza del racconto senza però rinunziare al rigore storiografico.