Tornare@Itaca
arte per la legalità

A cura di ,

Special Price €10,20

Prezzo Pieno: €12,00

aggiungi al carrello
aggiungi alla whishlist

Collana: Varia
2009
Rubbettino Editore, Musei e museologia
isbn: 9788849825824
La scelta dì allestire la Mostra "Tornare@itaca. Arte per la legalità" in uno spazio espositivo come quello dei Complesso Monumentale di S. Agostino è stata dettata dalla convinzione che il viaggio che sottende a questo progetto non comporti solo uno spostamento in senso geografico, ma anche e soprattutto in senso temporale. Si tratta di fare esperienza del ritorno alle proprie origini, alle proprie radici storiche, riscoprendo la propria memoria. E cosa di meglio di uno spazio museale, quello del Museo Civico "dei Brettii e degli Enotri", che costituisce una realtà rappresentativa della storia più antica della città e dell'intera provincia di Cosenza? Infatti il Complesso Monumentale di S. Agostino, sorto nel 1507 per volere dei Padri Agostiniani presenti a Cosenza sin dal 1426 nell'antico borgo dei Pignatari, meglio conosciuto come quartiere "Massa", oltre a essere inserito in un contesto territoriale che trasuda storia (i Fratelli Bandiera, legati alla storia risorgimentale dell'Italia, furono tenuti prigionieri nel convento museo e poi fucilati nelle vicinanze), ospita una vasta collezione archeologica tra le più ricche e importanti della regione. Sono reperti provenienti dalla città, l'antica metropoli dei Brettii, e da diverse località della sua provincia, comprendenti un ampio arco cronologico: dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte dì Cirella, sino ai reperti di età romano imperiale provenienti dagli scavi urbani di Cosenza, quando la città acquisì un ruolo di primo piano in Calabria. Ma soprattutto, il Museo Civico "dei Brettii e degli Enotri", la cui denominazione, con la componente indigena pre ellenica (gli Enotri) e poi panellenica (i Brettii), fa sintesi delle civiltà molto ben documentate nel territorio dell'attuale provincia di Cosenza, risponde ad un'esigenza della collettività oggi di particolare attualità, quella di una riscoperta della propria identità culturale. E in tal senso l'obiettivo della mostra 'Tornare @ Itaca" qui ospitata, ben si lega con la missione di questa Istituzione museale, che è quella di concepirsi come spazio educativo permanente in grado di stimolare riflessioni sulla storicità delle cose prodotte dall'individuo e sulle relazioni che collegano gli uomini agli oggetti. Non quindi uno "stantìo" contenitore di oggetti, ma luogo di fruizione come azione necessaria per pervenire alla creazione di un'identità culturale cosciente del senso di appartenenza del patrimonio ad una specifica comunità. Esso aspira ad essere, guardando con attenzione a strategie innovative di valorizzazione, il "motore di ricerca" di identità cittadina, agente di cambiamento e occasione di crescita socio culturale e civile della comunità. Questa volontà si radica nella profonda convinzione che, attraverso la continua educazione alla cultura, al rispetto dei luoghi della memoria e alla difesa dei nostri beni culturali, si sviluppi sin dalle giovani generazioni un forte senso civico, necessario per una costante formazione alla legalità di cui la nostra terra ha sempre più bisogno, in cui la valorizzazione del patrimonio, da capacità di rendere la collettività partecipe e consapevole del valore della propria storia, diventa occasione di tutela. E perché ciò avvenga, l'incontro con un bene o una realtà culturale non può rimanere fenomeno destinato ad una strettissima élite, ma deve essere più aperto e comunicativo, più fruibile, più comprensibile, un fatto realmente formativo ed educativo, capace di divenire, oltre che un dato pedagogico fondamentale, un elemento che produce sviluppo. Con tali finalità il Museo diviene un laboratorio di idee, pronto ad accogliere ogni attività e iniziativa che costituisca occasione di dialogo con la società civile, che proietti i suoi contenuti verso l'ambiente che lo circonda cui è strettamente legato e dì cui racconta e custodisce la storia tramite i reperti materiali giunti fino a noi, per divenire opportunità di crescita culturale e volano di riscatto sociale. Maria Cerzoso, Direttore del Museo Civico "dei Brettii e degli Enotri"