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Terra, acqua, mani, fuoco
Ceramica popolare in Calabria

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Collana: Le Strenne
2013, pp 219
Rubbettino Editore, Enciclopedie e opere di consultazione
isbn: 9788849839463

Tra le produzioni più significative, nell’ambito della cultura materiale, figura la ceramica, nella quale è possibile rinvenire diverse funzioni, da quella d’uso all’estetica, dalla simbolica alla documentaria, ecc. A ciò si aggiungano le non sorprendenti analogie strutturali tra vaso e corpo umano, se si tiene presente che Adamo deriva etimologicamente da “adamah”, argilla, la materia utilizzata per plasmarlo, e che la prima coppa – ritenevano i Greci – era stata modellata sul seno di Eva. Per questo – come è stato felicemente sostenuto – più che le case in cui l’uomo abita, più che le armi con cui combatte, più che qualsiasi altro utensile o gioiello la ceramica ha uno stretto legame con la collettività che la crea e l’adopera, riflette anzi la sua personalità molto più fedelmente di qualsiasi espressione materiale della cultura di un popolo. “La Calabria – sostiene Renato Peroni – è la prima regione della penisola in cui furono introdotti l’uso del tornio da vasaio, la cottura in forni ad alta temperatura di vasi di argilla depurata con decorazione dipinta, la lavorazione del ferro”. Il volume affronta per la prima volta il tema della ceramica popolare in ottica storico-antropologica, evidenziando usi e costumi connessi alla produzione e all’uso; elenca tutti i centri ceramici, a partire dalla più remota antichità; propone la complessa trama delle denominazioni dialettali; offre un variegato, sorprendente mosaico delle tipologie corredato dalle necessarie didascalie.

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