Sulle tracce di Norman Douglas (Librofilia.it)

di Chiara Ruggiero, del 19 ottobre 2012

Da Librofilia.it - 18 ottobre 2012
Cosa accade quando un uomo eccentrico, vivace e profondamente intelligente approda nei primi del Novecento in un luogo remoto contraddistinto da una natura vergine e selvaggia qual’era la Calabria? Accade che se ne innamora perdutamente e ogni volta che può evade dalla realtà per ritrovare quel lato intimo e segreto che a molti sfugge.
E cosa accade invece quando un uomo profondamente innamorato della natura e dell’avventura ripercorre il cammino di quell’illustre predecessore?
Accade che nasce quest’opera a metà strada fra diario di bordo, fiaba onirica e racconto storico, il tutto condito da interessanti nozioni di antropologia, sociologia ed ecologia insomma un’opera completa ma soprattutto piena di interessanti spunti di riflessione.
L’autore, escursionista esperto e appassionato, ripercorre nell’ opera seppur attraverso itinerari diversi il percorso già battuto da Norman Douglas e divinamente narrato nel suo libo più celebre ossia Vecchia Calabria, considerato da molti come il miglior libro di letteratura di viaggio in assoluto, semplicemente per ricercare la bellezza, osservando con i propri occhi tutte le magnificenze che Norman aveva ammirato e impresso nella sua anima e per tracciare dopo tutti questi anni una sorta di bilancio fra “vecchio” e “nuovo”.
Ed è proprio la continua ricerca della bellezza ad accomunare questi due uomini apparentemente diversi fra loro ma invece molto simili: da una parte c’è Norman Douglas che con il suo spiccato anticonformismo, il suo spirito libero e ribelle vaga per la Calabria con estrema spiritualità (nonostante la sua non religiosità) e curiosità senza mai però giudicare la gente che incontra né la miseria e la povertà contro cui inevitabilmente si scontra mentre dall’altra parte c’è Francesco che attraversa le montagne con passione e rispetto, sempre pronto a battersi per tutelarle e salvaguardarle dagli scempi umani ma entrambi portatori di bellezza nell’anima e questo lo si evince soprattutto da come osservano e narrano di questi luoghi incantevoli.
Ed io sfido qualsiasi lettore a leggere questo libro e a rimanere impassibile di fronte a tutta la bellezza che trasuda dalle pagine, poiché è praticamente impossibile non essere risucchiati da questa narrazione profonda e avventurosa proprio come sono i sentieri del Sud: impervi, labirintici ma di grande impatto visivo ma soprattutto emotivo.
Questo libro apre uno spiraglio sulla Calabria e aiuta i calabresi a prendere coscienza della bellezza dei proprio luoghi, semplicemente per riscoprirli con occhi nuovi e senza vergognarsi delle proprie origini perché nella vita non c’è nulla di più importante delle proprie radici che ti ricordano sempre chi sei e da dove vieni, poiché la Calabria non è solo arretratezza, lentezza, ‘ndrangheta e degrado ma è molto molto altro… chi ha orecchie per intendere, intenda!

Di Chiara Ruggiero