Stefano Caviglia
Storia di un locale sfitto
Viaggio allucinante nei meandri della burocrazia

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Collana: Zonafranca
2016, pp 94
Rubbettino Editore, Economia e Finanza, Biblioteca liberale, Management
isbn: 9788849847741

Guardare negli occhi dirigenti e funzionari pubblici mentre duellano con un cittadino qualunque, per mettere a nudo i misfatti della burocrazia italiana: è la sfida del giornalista autore e al tempo stesso protagonista di questo libro. All’origine di tutto c’è una piccola proprietà immobiliare ricevuta in eredità dalla famiglia. Il proposito apparentemente banale di gestirla al meglio si rivela ben presto un «film dell’orrore» (non ancora finito) da cui scaturisce un appassionato reportage su vizi e tic dell’Amministrazione pubblica. L’autore ripercorre passo dopo passo le avventure realmente vissute a causa del suo locale, mettendole in relazione con l’andamento della vita economica e l’evoluzione delle normative sotto i governi succedutisi negli ultimi vent’anni. Ne emerge un groviglio di incoerenze e inefficienze all’insegna del più sovrano disprezzo per le ragioni economiche dei cittadini, che chiama in causa diverse branche del settore pubblico centrale, anche se la parte del leone spetta ai numerosi uffici di Roma Capitale. Non ci sono in questa vicenda richieste di mazzette o estorsioni, ma solo la straordinaria normalità a cui va incontro chi cerca di seguire le regole senza scorciatoie. Nulla, a questo proposito, è istruttivo come ascoltare dalla viva voce delle autorità le richieste fatte ai cittadini per ottenere un timbro, un’autorizzazione o semplicemente il riconoscimento di una situazione di fatto. Ed è ancor più interessante scoprire quel che avviene davvero nella realtà, dopo che le pratiche hanno fatto il loro corso nei meandri della burocrazia. Così il «locale sfitto» del titolo diventa metafora ed esempio della situazione di un intero Paese, in cui l’accanimento silenzioso dell’Amministrazione contro i cittadini rischia di uccidere ogni fiducia e spirito di iniziativa.