Storia del pensiero forestale
Selvicoltura, filosofia, etica

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Collana: Varia
2014, pp 560
Rubbettino Editore, Storia, Storia: argomenti specifici, Ambiente e Territorio
isbn: 9788849841145

Tra i forestali c’è una diffusa consapevolezza che la teoria della selvicoltura sistemica e, soprattutto, la cultura del post positivismo logico abbiano dato luogo a un’importante revisione della concezione che l’uomo ha del bosco e dei rapporti che a esso lo legano. Ciò incrina le tradizionali idee dell’approccio scientifico e culturale al bosco. Il problema appare in tutta evidenza qualora gli assiomi della selvicoltura classica siano posti a confronto con quelli della teoria della selvicoltura sistemica e con il connesso principio etico dei diritti del bosco. Attualmente la «questione forestale» è caratterizzata da tale dicotomia. Da qui l’importanza di comprendere la filosofia che sta alla base della teoria. Non è possibile accettare la selvicoltura sistemica senza una puntuale riflessione di natura filosofica, etica e culturale delle ipotesi e dei presupposti che la sostengono. Questo nuovo modo di pensare e di guardare al bosco inevitabilmente sconvolge i vecchi riferimenti selvicolturali, assestamentali e, più in generale, gestionali. Ne deriva un nuovo modo di interpretare il bosco che al contrario di quanto normalmente si pensa non è un assemblaggio di alberi giustapposti: «Il bosco è un insieme unificato nella rete di rapporti fra il complesso degli organismi vegetali e animali e il complesso dei fattori fisici, ovvero un sistema biologico altamente complesso». È giunto il momento di considerare il presente in relazione al futuro e di proporre idee nuove e progetti coerenti con i cambiamenti in atto. La selvicoltura sistemica è un progetto di ricerca innovativo che può contribuire ad accrescere la conoscenza dei «sistemi biologici» ad elevata complessità qual è, appunto, il bosco. Ciò comporta il superamento del modello tecnocratico e produttivistico, che è ancora considerato nel mondo forestale – italiano e non – come il più consono per conservare o ripristinare l’efficienza del bosco e creare la base per un ampio e articolato dibattito scientifico al fine di delineare una nuova strategia dagli sviluppi futuri imprevedibili. La complessità del problema tocca non solo gli aspetti scientifici e tecnici, ma anche la sfera etica, sociale, economica e politica.

Con contributi di Giovanni Bovio Francesco Iovino - Giuliano Menguzzato Federico Maetzke Susanna Nocentini Luigi Portoghesi - Marco Marchetti Roberto Scotti - Piermaria Corona

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