Spirito del Novecento
Il secolo di Ugo Spirito dal fascismo alla contestazione

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Collana: Saggi
2010, pp 326
Rubbettino Editore
isbn: 8849826296
Allievo di Giovanni Gentile, Ugo Spirito (1896-1979) fu uno dei grandi filosofi italiani del Novecento. Dalla iniziale formazione positivistica, il suo pensiero si sviluppò nel segno del magistero gentiliano, oltrepassato ma mai rinnegato; aderì al fascismo, interpretandolo come un fenomeno di profonda modernizzazione sia dal punto di vista culturale, sia da quello della scienza economica. Amico di Giuseppe Bottai, teorizzò il superamento delle antinomie classiche capitale-lavoro e pubblico-privato attraverso la tesi della "corporazione proprietaria". Interessato all'esperienza sociale tedesca tra le due guerre mondiali, dopo la guerra si avvicinò al comunismo, cercando conferme alle sue teorie prima nella Russia di Kruscev, quindi nella Cina di Mao. Fu uno straordinario testimone dei totalitarismi del Novecento. In questo volume si analizza il percorso culturale e scientifico di un intellettuale decisamente atipico. Innamorato delle ideologie, non esitò a titolare il suo libro più famoso La vita come ricerca, a significare l'inesausto cammino dell'uomo di cultura verso una verità che si continua a cercare ma che evidentemente non appartiene allo studioso, sempre curioso di individuare nuovi approdi. Il metodo di Spirito, interprete del Novecento, è particolarmente seducente e capace ancora oggi di incuriosire un mondo nel quale le fragili certezze sembrano derivare da tutto fuorchè da una lettura filosofica e scientifica del presente.