Spencer, l'apologia dell'individualismo ()

di Francesco Bolino, del 23 dicembre 2013

Da Repubblica del 23 dicembre 

«Le esperienze ripetute ed accumulate non insegnano nulla finché le condizioni intellettuali non sono tali da assimilare quelle esperienze». Herbert Spencer (filosofo inglese, liberale) va collocato nella tradizione individualistica ed evoluzionistica (molto simile a von Hayek che ritroveremo un secolo dopo). Scrive che «la società non è altro che la somma delle vite dei cittadini». Ciò che esiste davvero sono gli Addividui e le loro azioni e «tutte le azioni sociali sono determinate dalle azioni individuali». Dunque, non esiste una società in sé e per sé. «Troppa legislazione. Strapotere dei parlamenti», afferma a voce alta Herbert Spencer ne11853 con sguardo rivolto alle nascenti democrazie liberali europee. Combatte la pericolosa convinzione (e ahimè come si vedrà in seguito in via di consolidamento) secondo cui il legislatore democraticamente eletto rappresenta il rimedio a ogni male e persino ai problemi personali. Dunque la propria vita messa nelle mani di un legislatore. Una notevole difesa sociologica e giuridica della libertà. Rileggendo le sue opere, e questo prezioso pamphlet, colpisce la modernità epistemologica del loro impianto teorico.

Di Francesco Bolino

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