Socialisti democratici
Giuseppe Saragat e il Psli (1945-1952)

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Collana: Saggi
2009, pp 542
Rubbettino Editore, Politica, Partiti politici
isbn: 9788849824735
La storia del socialismo democratico italiano è parte di quella del socialismo europeo. La figura di Giuseppe Saragat risulta centrale nella maturazione in Italia delle idee socialdemocratiche, ispirate all'insegnamento di Filippo Turati e dei socialisti riformisti italiani.
In questo processo, decisiva fu nel 1947 la costituzione del Partito socialista dei lavoratori italiani, nato dalla scissione di Palazzo Barberini e divenuto portatore di quelle idee, proprie del socialismo democratico europeo, che, partendo dal ceppo antico del marxismo, interpretavano, nella moderna società capitalistica, la lotta per la giustizia e il progresso sociale, attraverso la realizzazione costante di istituti e di una legislazione a vantaggio non solo dei ceti proletari, ma anche del vasto settore dei ceti medi, trovando spesso l'incontro con i principi della cultura liberale.
Nella difficile temperie culturale della sinistra italiana nel dopoguerra, i socialisti democratici italiani furono impegnati in una dura battaglia, fatta anche di grande respiro e resistenza morale. Saragat ne fu il portabandiera, promuovendo l'incontro con Alcide De Gasperi e il mondo cattolico per salvaguardare le istituzioni della rinata democrazia liberale.
Nei primi anni del dopoguerra, la critica al“comunismo realizzato” venne definendosi e articolandosi, nell'ambito delle diverse formazioni del socialismo democratico italiano, in particolare nel PSLI, tra il 1947 e il 1952, di pari passo con l'attenzione verso le idee ed i valori del sistema di vita americano, che, anche attraverso le iniziative del piano Marshall, risultarono molto importanti, ai fini della elaborazione di una via socialista democratica alla Ricostruzione, ben diversa da quella che veniva delineandosi, secondo modelli autoritari, nei paesi dell'Europa orientale.
In questa originale visione, momenti significativi furono l'idea degli Stati Uniti d'Europa e l'impegno di dare vita ad una“terza forza” europea, che sarebbe poi divenuta il nucleo della successiva costruzione europeistica.