San Bruno di Colonia: un eremita tra Oriente e Occidente

A cura di Pietro De Leo

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Collana: Varia
2004, pp XVI+322
Rubbettino Editore, Fede e Spiritualità
isbn: 9788849808575
Prefazione di Comunità certosina di Serra S. Bruno
Premessa di Giuseppe Chiaravalloti
Cronaca del Convegno di Antonio Carpino
Introduzione di Claudio Leonardi
Il secondo Convegno Internazionale di studi su“San Bruno di Colonia: un eremita tra Oriente ed Occidente”, promosso dal Comitato Nazionale per il IX centenario della morte del medesimo santo, costituisce indubbiamente una tappa significativa per la storia degli ordini religiosi nell'Europa medievale. Ma anche per aver focalizzato il ruolo eccezionale svolto dalla Calabria, custode di secolari tradizioni bizantine, nel contesto di rilatinizzazione del Mezzogiorno d'Italia, decisamente perseguito dalla chiesa Romana con l'apporto determinante della dinastia normanna che, pur appoggiandosi ai discepoli di San Benedetto, instaurò un dialogo virtuoso con il monachesimo italo-greco, diffuso su tutto il territorio. In tale orizzonte, la figura e l'opera di Bruno di Colonia sono state delineate entro due direttrici di grande rilevanza storica e dottrinale, volte a connotare i tratti costitutivi della singolare esperienza eremitica e nello stesso tempo la duttilità dell'esperienza nell'eremo della Torre.
Nel prezioso dibattito, se è più volte emersa l'esigenza indifferibile di approfondire ulteriormente la vita di Bruno di Colonia prima della sua radicale scelta di ritirarsi alla Chartreuse, altrettanto forte si è connotata la peculiarità dell'esperienza eremitica vissuta e inculcata nelle Serre di Calabria dallo scolarca di Reims, che dopo meno di un secolo di osservanza sarebbe stata in un certo modo assorbita dalla regola e dalle consuetudini di Citeaux, con il forte avallo dei feudatari normanni locali. Il confronto con le consuetudini fissate alla Grande Chartreuse ha inoltre consentito di cogliere lo spirito che ancora oggi anima l'Ordine Certosino, anche nel ramo femminile, illustrato sia sul piano religioso, sia su quello dell' impianto di quelle dimore, conosciute e raffigurate come“case di Dio e porte del cielo”.
Giuseppe Chiaravalloti
Presidente del Comitato Nazionale