Romani: «Le mele marce? Andrebbero radiate» (Avvenire)

di Vincenzo R. Spagnolo, del 20 maggio 2015

Da Avvenire del 20 maggio

«Il calcio è inquinato, "sporco" come dice il nome dell'inchiesta di Catanzaro. E per ripulirlo, vanno adottate presto contromisure radicali...». Autore del saggio "Calcio criminale" (Rubbettino) e coordinatore dell'associazione "Avviso pubblico", da qualche anno il sociologo Pierpaolo Romani prova a trapiantare semi di legalità nel prato ingiallito del mondo del pallone, con corsi a Coverciano che coinvolgono centinaia di calciatori in erba: «Insieme a Damiano Tommasi e altri ex campioni, proviamo ad avvicinarli ai concetti di legalità e rispetto delle regole».
Poi però accendi la tv e i cattivi esempi abbondano...
Già. Purtroppo il calcio è popolato anche da pseudo-presidenti e pseudo manager con la fedina penale nera come il carbone, che pensano solo a fare soldi, in combutta con criminali matricolati, alla faccia della regolarità dei campionati....
In questa inchiesta c'è pure l'ombra della 'ndrangheta...
Non sarebbe la prima volta. Il calcio, per le mafie, è una lavatrice di denaro sporco e un utilissimo trait d'union verso altri mondi, come l'imprenditoria e la politica. Vincere un campionato, anche locale, conferisce rispettabilità ai boss e favorisce l'omertà. E poi ci sono i guadagni delle scommesse...
Il meccanismo delle giocate agevola gli imbroglioni?
Sì. Se si scommette su ogni evento, compresi la quantità di gol in un certo intervallo di tempo, e lo si fa perfino a partita in corso, frodare diventa più facile.
Anche nelle serie minori?
Soprattutto lì, direi...
Per quali ragioni?
Ci sono meno riflettori puntati e una presunta "combine" al massimo finisce nelle cronache locali per un paio di giorni. Non solo: in Lega Pro e serie D i calciatori percepiscono stipendi bassi, quando li prendono, e ciò purtroppo li rende più esposti al rischio di corruzione...
Come si può intervenire?
Intanto, bonificando il prato verde dall'erba cattiva...
Cioè?
Forse servirebbe una "legge Severino" anche nel calcio. Credo che si debba ricorrere allo strumento della radiazione nei confronti di chi è stato condannato in via definitiva per vicende che hanno a che fare con la frode sportiva o reati simili... E invece certi personaggi, già condannati, ancora giocano o dirigono scuole calcio, frequentate da bambini che saranno i giocatori di domani...

di Vincenzo R. Spagnolo

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