Reggio, ecco il libro “La Calabria spiegata agli italiani” di Mimmo Nunnari (Il Dispaccio)

di Redazione, del 13 luglio 2017

La Calabria spiegata agli italiani

Il male, la bellezza e l'orgoglio della nostra Grecia

"La Calabria è una polveriera sociale che può esplodere da un momento all'altro con conseguenze imprevedibili e rischi per la tenuta democratica di tutto il Paese". Lancia un allarme il giornalista e scrittore Mimmo Nunnari col suo nuovo libro "La Calabria spiegata agli italiani" (Rubbettino editore, pp.,200, euro 15) appena giunto nelle librerie su tutto il territorio nazionale. Un libro che non nasconde i mali interni della Calabria, che ci sono e sono tanti, mafia e mediocrità della classe dirigente prima di tutto, ma che tenta di fare chiarezza sulle reali cause del mancato sviluppo di un'antica regione mediterranea diventata col tempo sud del sud, simbolo di degrado civile e arretratezza in tutta Europa. Le cause di questa "anomalia italiana", unica nell'Occidente sviluppato, – scrive Nunnari - vanno cercate anzitutto in quel vizio d'origine dello Stato italiano che l'ha considerata da sempre, fin dall'Unità, "zona da sacrificare", all'unico scopo di favorire lo sviluppo di altri territori, soprattutto del Nord. Nella mappa delle zone italiane "sacrificate", la Calabria occupa la parte più rilevante: è la più povera, esclusa, sottosviluppata. Un concentrato di patologie inestricabili con proiezioni future cupe e nel migliore dei casi a mezza tinta, scrive Nunnari. E spiega che la Calabria è uno spazio spaesato, dentro uno scenario di grande bellezza dove futuro e rovine sembrano termini incongrui.

Eppure quest'Italia, caduta ai margini, suggerisce, secondo l'autore, narrazioni differenti rispetto gli abusati stereotipi dei media e ai preconcetti del mondo culturale nazionale. Richiede un racconto inatteso, che faccia riemergere una storia negata; la tenacia di un'umanità forte, la consapevolezza che il senso del limite è stato varcato e che bisogna correre ai ripari.

E' ora – dice Nunnari - di dire basta e invertire, con l'impegno di tutti, la marcia della corsa verso il precipizio di questa terra antica. In Calabria – è il ragionamento di Nunnari –non bastano più Impegno, sacrificio e coraggio di magistrati e forze dell'ordine. Per far risorgere una regione a lungo umiliata, colonizzata, abbandonata, senza diritti e pari opportunità, serve una rivoluzione culturale che parta dagli stessi calabresi. Se la Calabria s'inabissa, l'Italia, tutta, con le sue fragilità, i populismi, la corruzione diffusa, rischia inevitabilmente di affondare".