Quelli della Ditta hanno finito per non avere più un ruolo nel PD perché sanno fare solo i capricci (Italia Oggi)

di Ishmael, del 25 gennaio 2016

Il patto del Nazareno

18 gennaio 2014 - 31 gennaio 2015

Da Italia Oggi del 23 gennaio

A parte Matteo Renzi, che gli ha fatto ponti d'oro, e a parte Massimo Parisi, che gli ha dedicato l'estasiato memoir Il patto del Nazareno (Rubbettino 2015) di cui si è parlato qualche giorno fa su queste pagine, Denis Verdini non piace a nessuno. Non piace ai suoi ex compagni di partito di plastica, che si passano l'un l'altro una bambola vudù a sua immagine, aggiungendo nuovi spilloni a ogni passaggio, da quando lui li ha praticamente abbandonati senza viveri né acqua potabile su un'isola deserta. Ma piace ancor meno, se possibile, alla minoranza dem (ce n'è ancora qualche traccia) del partito democratico, che fuma di rabbia all'idea che questo gran pezzo d'un berlusconiano, per quanto profugo e transfuga, si «affilii» ai democratici «come ci si affilia (beccati questa) a una loggia massonica».
Verdini nega d'aver usato il verbo «affiliare». Lui chiarisce, precisino, e mostrando la registrazione, d'aver detto «affiancare, af-fian-care». Ma, al di là della questione di lana caprina lessicale, affiancare e affiliarsi stanno a significare, in sostanza, la stessa cosa: che il partito democratico ha rotto gli ormeggi e ora naviga in acque aperte, le acque ignote e tempestose del populismo, dove non si fanno più distinzioni tra destra e sinistra (a meno di non essere un ex o un post, gente che campa esclusivamente di queste distinzioni, senza le quali non può mettere insieme il pranzo con la cena). Che Verdini s'affilii oppure affianchi, siamo dunque sempre lì: le ultime raffiche della Ditta non vogliono avere a che fare con lui.
Già si sentivano abbastanza superflue prima, quando Verdini non era ancora diventato un affiliato o (a scelta) un fiancheggiatore del partito democratico. Ma adesso che Verdini (mezzo dentro; o dentro per intero che sia) è ormai sostanzialmente un leader del centrosinistra renziano e forse addirittura un leader dello stesso partito democratico, gli ex e i post proprio non sanno più quale sia il ruolo della Ditta nel Pd. Anche se, naturalmente, quale sia questo ruolo è presto detto: nessuno. Ex e post non hanno più un ruolo perché non sono stati abbastanza svegli, quando ce n'era bisogno, da coprire l'esecutivo a sinistra (cosa per cui lo stato maggiore fiorentino sarebbe stato loro grato, e avrebbe forse anche evitato di prendere a bordo Verdini e gli altri «berlusconiani irriconoscenti»).
Non hanno più un ruolo perché sanno fare soltanto i capricci, e quindi sono a malapena tollerati. Pietà l'è morta, e i renziani non vedono l'ora che si tolgano di mezzo raggiungendo Stefano Fassina, Alfredo D'Attorre e gli altri fuorusciti nel museo delle cere della politica radicale. Loro, le anime belle della «minoranza dem», strillano che Verdini non può affiliarsi né affiancare e intanto Verdini, affiliato o fiancheggiatore che sia, è ormai a pieno titolo, soprattutto grazie a loro, un esponente rispettato e indispensabile della «maggioranza dem».

di Ishmael

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