Quella tentazione vaticana di uscire dall’euro… (Vatican Insider)

di Andrea Tornielli, del 24 luglio 2012

Da Vatican Insider - 24 luglio 2012
Un libro del decano dei vaticanisti, Benny Lai, rivela che nel 2010 il segretario del Governatorato Viganò pensò di tornare alla lira

Due anni fa l’allora segretario generale del Governatorato vaticano, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, oggi nunzio apostolico negli USA, propose «di fare uscire la lira vaticana dall’euro per non sottostare alle norme e ai controlli europei». Lo rivela il decano dei vaticanisti italiani, Benny Lai, nel libro «Finanze vaticane. Da Pio XI a Benedetto XVI» (Rubbettino, pp. 160, 12 euro), un volume appena pubblicato. Lai, autorevole osservatore e analista di cose vaticane, autore di molti libri, si è spesso occupato della gestione economica e finanziaria del patrimonio della Santa Sede. E ha avuto modo di incontrare e intervistare i protagonisti del passato e del presente, raccogliendone le confidenze.
Nel capitolo finale del libro, dedicato al pontificato di Benedetto XVI e all’operazione trasparenza inaugurata negli ultimi anni, Benny Lai descrive gli avvenimenti e il dibattito interno che ha portato la Santa Sede a sottoporsi all’esame di Moneyval, il cui rapporto finale – una promozione con riserva, accompagnata dal riconoscimento dei significativi passi compiuti in breve tempo – è stato reso noto lo scorso 18 luglio.
Nel libro si ricorda come la spinta verso l’adozione di norme antiriciclaggio conformi ai parametri internazionali venne nel febbraio 2009 dal Consiglio dell’Unione Europea, che decise «di rivedere gli accordi monetari con il Principato di Monaco, la Repubblica di San Marino, lo Stato della Città del Vaticano relativi al riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo». In un primo momento, scrive ancora Lai nel libro, «a Bruxelles avevano ventilato l’ipotesi che la nuova convenzione monetaria si sarebbe potuta avere agli inizi del 2011. Ma tale ritardo avrebbe causato al Governatorato del Vaticano ingenti perdite finanziarie in quanto avrebbe sospeso per un anno la monetazione in euro, e, conseguentemente, lo avrebbe privato delle vendite delle coniazioni da collezione».
Fu in questo contesto – rivela il vaticanista di lungo corso, in possesso della tessera della Sala Stampa vaticana firmata dall’allora Sostituto della Segreteria di Stato Giovanni Battista Montini – che monsignor Viganò propose «di fare uscire la lira vaticana dall’euro». Il segretario del Governatorato non era infatti d’accordo che l’Europa entrasse in Vaticano. «Una posizione isolata – scrive Benny Lai – forse poco consapevole delle sue conseguenze, considerando che il tema, ripreso una seconda volta da monsignor Viganò, fu contestato dall’allora suo superiore il cardinale  Giovanni Lajolo».
La decisione finale, com’è noto, fu quella del motu proprio del 30 dicembre 2010, con il quale Benedetto XVI confermava che tutti i dicasteri della Santa Sede, compreso lo IOR, avrebbero operato secondo i criteri internazionalmente riconosciuti.

Di Andrea Tornielli