Alessandro Rosselli
Quando Cinecittà parlava ungherese

Special Price €23,80

Prezzo Pieno: €28,00

aggiungi al carrello
aggiungi alla whishlist

Collana: Varia
2005, pp 228
Rubbettino Editore, Arte
isbn: 9788849815986
Il presente volume vuole essere un primo studio sulla componente ungherese del cinema italiano fra il 1925 e il 1945. Sin dai primi anni della storia del cinema in Italia, diversi sono stati i contributi che l’Ungheria ha saputo dare alla crescita di questo importante mezzo nella penisola italiana. Fra tutti spicca quello rappresentato dall’attività di Gábor Pogány che, dopo un apprendistato come operatore alla macchina, esordisce nel ’41 come direttore della fotografia e rimane a lavorare nel nostro paese sino al ’90. Altro contributo importante del quale il volume tratta è quello offerto dalla cosiddetta commedia all’ungherese che prende l’avvio in Italia dalla diffusione durante gli anni ’20 e ’30 di una certa letteratura magiara. Dopo un capitolo dedicato a tutti gli operatori ungheresi nel cinema italiano, il volume chiude con il profilo di due nostre connazionali, le attrici Elsa Merlini e Vera Carmi che, con l’attività svolta tra il ’33 e il ’43, hanno contribuito alla creazione di quanto lo stesso autore definisce l’Ungheria di Cinecittà: quell’immagine del paese magiaro come luogo dove tutto è permesso di contro a un’Italia dove tutto è rigorosamente proibito dal regime fascista. In appendice un’intervista con il Prof. Mario Verdone, critico cinematografico e testimone del periodo, sulla presenza a Cinecittà del regista Géza Radványi, ungherese e autore del film Inferno Giallo.