Francesca Veltri
Quale ordine sociale?
Dibattito politico e teorie sociali nella Francia degli anni trenta

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Collana:
2013
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali, Sociologia
isbn: 9788849836059

Può la democrazia diretta essere la risposta alle crisi dell’economia di mercato e della politica nazionale, agli effetti perversi della divisione del lavoro sociale? Negli anni Trenta questa prospettiva, incarnata nella struttura dei soviet in URSS, con la sua promessa di una società egualitaria e senza classi, affascina e poi disillude molti intellettuali militanti. Il crescente potere della burocrazia sovietica diventa il simbolo dell’avvento di una nuova classe sociale, non più basata sul possesso di mezzi, ma delle competenze necessarie a gestirli, ed a garantire il funzionamento di una società complessa. È in questo contesto che torna d’attualità il dilemma posto da Durkheim all’inizio de La divisione del lavoro sociale: come equilibrare la necessità di una cultura funzionale – che porti gli uomini a specializzarsi in modo sempre più efficace allo svolgimento del proprio ruolo – con il rischio che l’eccessiva specializzazione crei frammentazione e conflitto, invece di accrescere la solidarietà e l’ordine sociale? Come limitare la distanza e l’incomunicabilità fra i diversi ruoli, permettendo un minimo controllo sulle strutture decisionali, per giungere ad una democrazia che non sia assoluta (come proponevano i rivoluzionari), ma sia comunque più solida rispetto a quelle europee degli anni Trenta, la cui eccessiva divisione interna aveva portato molti a guardare con favore ai modelli di stato totalitario? Attraverso l’analisi critica di archivi, riviste, libri, scambi di lettere, viene gradualmente a delinearsi un dibattito acceso e tormentato su questioni che conservano ancora, a distanza di più di mezzo secolo, echi significativi per le società contemporanee.