Paura, criminalità, insicurezza
Un viaggio nell'Italia alla ricerca della soluzione

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Collana: Scaffale Universitario
2005, pp 136
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849810608
«Negli ultimi 12 mesi e, più in generale, nei primi tre anni della Legislatura, le Forze di Polizia hanno colto successi importanti nella loro attività di prevenzione e contrasto al crimine in tutte le sue forme... Eppure, nonostante questi risultati di indubbio valore, in molte zone del Paese si avverte il persistere di un accentuato senso di insicurezza...». Le parole del Ministro dell'Interno, con cui inizia l'ultimo“Rapporto sullo stato della sicurezza”, fotografano esattamente il problema ed evidenziano lo stupore con il quale il“primo tra gli addetti ai lavori” guarda ad un sentimento di insicurezza che continua a“drogare” la civile convivenza nonostante le statistiche sulla delittuosità indichino una criminalità in calo. La paura della criminalità sembra essere diventata una costante della vita quotidiana e la progressiva americanizzazione della politica ha fatto entrare la“questione sicurezza” nelle agende politiche di Sindaci e Presidenti delle Giunte Regionali e Provinciali : i cittadini, infatti, identificano il problema criminalità con quello della vivibilità e della qualità della vita, aspetti dei quali vengono considerati responsabili, prima di tutti, i Sindaci divenuti, così, gli attori emergenti delle nuove politiche di sicurezza a livello locale. Dalla costituzione, circa un decennio orsono, del Comitato scientifico di“Città sicure” su iniziativa della regione Emilia Romagna, molta strada è stata percorsa e, oggi, le scelte politiche locali sembrano sempre meno condizionate dalla visibilità mediatica di cui beneficiano i responsabili e sempre più ispirate a concreti contenuti frutto della elaborazione dottrinale. Ma la richiesta di maggiore tranquillità e sicurezza, che sale inarrestabile dalla popolazione almeno in alcune zone del Paese, resta una“minaccia” che fornisce alla politica un'interessante“opportunità”: quella di collocare il cittadino“al centro della scena”, con l'implementazione di politiche “one to one” caratterizzate da puntuali interventi di rassicurazione, da una migliore informazione e da una tempestiva, aderente attenzione verso le vittime dei reati.