Patuelli: "L'Euro e il baluardo contro i nazionalismi no a conflitti tra regole e sviluppo" (La Repubblica)

di Rosaria Amato, del 10 giugno 2015

Da La Repubblica del 10 giugno

Non è solo perché ha cancellato gli infiniti dazi, gabelle, pedaggi, tributi, tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle persone e delle merci. Non è solo perché l'euro ha abbattuto il costo dell'enorme debito pubblico italiano, e perché una moneta decisamente «modesta», la lira, è stata sostituita con successo da «una delle valute più solide del mondo». L'Unione Europea è molto di più, scrive Antonio Patuelli nel saggio "Nuova Europa o neonazionalismo", pubblicato da Rubbettino: «È innanzitutto principi e valori di civiltà», un baluardo insostituibile contro «gli estremismi religiosi e intolleranti» che calpestano «la dignità dell'individuo, le libertà e i diritti di cittadinanza, in primis delle donne». Patuelli, bolognese, è presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e presidente dell'Abi. Nel saggio oggi in libreria, difende il progetto europeo pur non negandone i punti deboli: «L'Europa - esordisce - da grande sogno di libertà, si è trasformato in un disegno confuso, incompiuto e assai spesso percepito come luogo di burocrati, lontana dai diritti e dai bisogni dei cittadini». Eppure spesso alle critiche giuste se ne affiancano delle altre pretestuose. Patuelli le definisce «i fantocci polemici»: la burocrazia, l'eccesso di austerità, il fiscal compact, i vincoli di bilancio. Li esamina uno per uno e, senza preoccuparsi di andare contro corrente, li smonta. Quanto all'euro, ne abbiamo ricavato molti vantaggi e abbandonarlo significherebbe «regredire ad uno stato di decadente autarchia». Perché è questo il vero rischio: il «neonazionalismo autarchico» alla radice di tutte le dittature del Novecento. Però perché l'Europa diventi vero baluardo della cultura d'Occidente, «occorre che non vi sia un permanente conflitto tra sviluppo e regole».

Di Rosaria Amato

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