Nuovi pellegrini - Nuovi poveri
Accoglienza e solidarietà nella storia, nell'ideologia e nel servitium quotidiano dell'Ordine di Malta. Atti della Giornata di studio (Fisciano - Università di Salerno, 24 maggio 2006)

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Collana: Collana Scientifica dell'Università di Salerno
2008, pp 56
Rubbettino Editore
isbn: 8849820843
Le origini ospedaliere dell’Ordine di Malta lo hanno sempre posto naturalmente accanto al mondo della sofferenza e dell’emarginazione, unendo in straordinaria sinergia l’azione spirituale con quella caritativa e assistenziale; sicché davvero storicamente nella fraternità gerosolimitana, fin dal Medioevo, l’obsequium pauperum, uno dei caratteri fondanti dell’Ordine, deve essere visto come ben più di una premessa alla stessa tuitio fidei. Del resto il primo e la seconda avevano un profondo radicamento nella tradizione biblica, in particolare veterotestamentaria, come pure nelle varie fasi della storia d’Israele, dove erano considerati non solo sotto il profilo sociale ed economico, ma anche, e soprattutto, nella loro collocazione religiosa. Del tutto naturale appare quindi l’inclusione dell’Ordine ‘magistrale’ di S. Giovanni di Gerusalemme all’interno dell’ordinamento internazionale medievale, né che oggi, soggetto di diritto internazionale pubblico, venga anche definito soggetto funzionale in quanto depositario di funzioni riconosciute nella vita civile e sociale delle comunità nazionali. Per questo esso non esprime un amore generico e astratto, ma applica un impegno pratico e concreto per soccorrere pellegrini vecchi e nuovi, i quali spesso hanno bisogno di qualcosa d’altro in aggiunta al sollievo all’indigenza, alla malattia e, talora, alla disabilità. I Gerosolimitani dunque superano di fatto una visione angusta del diritto e lo propongono anche quale rispetto di valori condivisi, tra cui, preminente, la centralità della persona umana, con le sue esigenze e i suoi bisogni. Per l’Ordine allora gli immigrati non possono essere e non sono i ‘diversi’ o l’altro da temere, ma davvero i nuovi pellegrini, cioè quei nuovi poveri ai quali a fatica la ricerca scientifica riesce ad applicare i parametri dei nuovi indicatori socio-ambientali. Mentre per raccoglierne le drammatiche esigenze e le aspettative disperate i Confratres avvertono piuttosto la necessità di un colloquio costante e operativo con tutte le Istituzioni, nazionali e internazionali, e, nel caso specifico, con quelle italiane, ma, più in particolare, con quelle delle Regioni del nostro Mezzogiorno, tra le quali potrebbe occupare un posto di rilievo l’Università di Salerno, avendo oggi appunto la possibilità di proporre il significante prezioso supporto della sua Facoltà di Medicina, appena aggiunta all’offerta scientifica e didattica dell’Ateneo. Ma un contributo in tal senso lo avrà offerto anche la “Giornata di studio” – della quale questo piccolo volume di Atti rappresenta uno dei risultati – se il confronto dialettico delle diverse Relazioni saprà tradursi nella premessa scientifica dell’agire quotidiano e dell’impegno socio-politico verso gli ‘ultimi’.