Nella città degli uomini
Donne e pratica della politica a Livorno fra guerra e ricostruzione

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Collana: Varia Università
2004, pp 408
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849808437
Presentazione di Claudio Pavone Perché il lavoro svolto dalla generazione di militanti protagoniste della Resistenza e della ricostruzione è stato generalmente interpretato come non politico? Perché poche donne sono arrivate a posti di responsabilità all’interno dei partiti e delle istituzioni e ancor meno ai livelli più alti del potere? Si può affermare che negli anni della ricostruzione le donne “tornarono a casa”, che ci fu cioè un consistente calo della loro partecipazione politica? A queste domande cerca di dare una risposta il presente volume a partire dal caso di Livorno, una città attraversata nei difficili e cruciali anni tra la guerra e la ricostruzione da un ricco fascio di contraddizioni sociali, politiche e culturali. Il taglio adottato cerca proprio per questo di dar conto del lavoro politico svolto da donne di diverse generazioni e di vario orientamento politico, dalle fasciste alle militanti dei partiti e delle associazioni femminili che si affermano con l’avvento della Repubblica. La militante dei primi lustri repubblicani appare figlia del fascismo e della guerra, esperienze fondanti della cittadinanza; essa si trova ad operare con risolutezza in un contesto ostile alla presenza delle donne in politica, prodigandosi per la rinascita materiale e morale della città e per il cambiamento della condizione femminile, un’opera tanto cruciale nelle intenzioni delle forze politiche di allora quanto oggi sostanzialmente dimenticata. Il lavoro di ricerca trova qui i suoi elementi di maggior forza nella costante attenzione al contesto politico e sociale in cui le donne operavano, nel raccordo tra fonti documentarie provenienti dagli archivi locali e fonti di provenienza centrale e in un ampio ricorso ai racconti delle protagoniste.