Minoranze in abbondanza (wumagazine)

di Gaetano Moraca, del 16 aprile 2019

Nel mondo dell’editoria si moltiplicano i testi dedicati all’approfondimento e al racconto del diverso e delle minoranze, a voler disinnescare la paura e il conflitto propri di questo periodo attraverso la conoscenza. Ecco qualche proposta coraggiosa e interessante che arriva da case editrici indipendenti

In Italia, è risaputo, si stampano molti più libri di quante sono le persone realmente interessate a leggerli. Però oggi non siamo qui per piangerci addosso sui soliti dati sconfortanti offerti annualmente dall’ISTAT, quanto a piuttosto gioire per un piccolo traguardo che fa da contraltare ai tempi poco luminosi che stiamo vivendo. In tutto il mondo, ma soprattutto nella cara e vecchia Europa, spirano violenti i venti della paura e della diffidenza, mentre si riaffacciano spauracchi e parole come razza, censimento, tradizionale, supremazia e sovranismo, che credevamo confinati al secolo scorso.

Poco si parla anche di un’altra delle grandi e detestate minoranze, i rom. Per raccontarla bene, scavando nelle tradizioni secolari, nei tic e negli stereotipi propri di un popolo, non poteva che pensarci chi quella gente la conosce bene perché ne fa parte. Valeriu Nicolae è un attivista rom, ex-consigliere del Ministero del Lavoro romeno e del Consiglio Europeo. Internazionale da anni traduce i suoi scritti, pressoché autobiografici, raccolti ora nel libro La mia esagerata famiglia rom, edito da Rubbettino: qui Nicolae racconta senza sconti ma con enorme senso dell’umorismo le difficoltà per i rom di liberarsi dallo stigma sociale che pesa su di loro sin dalla nascita, denuncia storture culturali e cattive abitudini della sua gente, sfotte i nostri luoghi comuni. Un esilarante campionario di stereotipi che va da “La mia stirpe crede fermamente che in futuro starà meglio chi sarà sporco, affamato e povero”, passando per “rubare è nel loro DNA” o ancora “non riuscirebbero a vivere in un appartamento”. A Bucarest Nicolae ha fondato un’associazione che nel pomeriggio aiuta i bambini nei compiti, perché sa bene che questa è l’unica strada attraverso cui provare ad affrancarsi.