Millennium
Da Erik il Rosso al cyberspazio. Avventure filosofiche e letterarie degli ultimi dieci secoli

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Collana: Varia Colibrì
2003, pp 214
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849806841
Dall’anno Mille su su fino al Duemila non prendono forma soltanto gli eventi che concorrono a formare il mondo moderno: scoperte geografiche e scientifiche, guerre per mare e per terra, sanguinose controversie religiose, l’ascesa e la caduta dei modelli sociali, le crociate e le pestilenze. Prendono forma anche le avventure filosofiche e letterarie che illustrano e raccontano le aspre (e a volte anche un po’ ridicole) vicende della modernità: le fantasie teologiche e politiche, le leggi scientifiche e gli azzardi tecnologici, le credenze e le superstizioni, i tripli salti mortali delle arti e delle scienze umane. Millennium è una storia rapsodica degli ultimi dieci secoli raccontata per episodi significativi, dal sorgere dell’amor cortese alla riscoperta della cultura classica, dalla teoria politica in forma di magia erotica nel De Vinculis di Giordano Bruno all’antropologia della rivoluzione francese come si rivelò nei giardini del Palais Royal, dal computer a vapore di Charles Babbage alle imprese dei superuomini (e dei supereroi dei fumetti) negli anni trenta. Ma è soprattutto un viaggio attraverso l’immaginario del millennio appena trascorso e, in particolare, attraverso l’immaginario del XX secolo: cent’anni interminabili (che da soli sembrano essere durati, a dir poco, almeno un millennio o due) nel corso dei quali sono state combattute due guerre spaventose, massacrati oltre cento milioni di uomini in nome di questa o quella letteratura radicale, nonché messi in pista per guadagnarsi la medaglia d’oro maratoneti improbabili come l’inconscio e l’arte d’avanguardia, la Nasa e il New Age, il socialismo reale e i dischi volanti, Disneyland e i campi di sterminio. Da Erik il Rosso, il predone vichingo che per primo scoprì l’America e così trasformò la geografia in una speciale branca dell’utopia, fino alle moderne teorie sulla razza e sulle società di classe, che fanno della storia il paraninfo del pensiero utopico, l’immaginario del millennium è stato sempre incerto tra la profezia che annuncia la fine del mondo e quella che ne promette la rigenerazione. Non una delle sue profezie si è per ora realizzata, ma non si sa mai, qundi è bene continuare a tenere gli occhi aperti. Millennium è apparso originariamente in venti puntate sullo “Specchio”, il settimanale de «La Stampa» di Torino. All’epoca il comitato di redazione del giornale sabaudo accolse la prima puntata di Millennium con un comunicato affisso in bacheca che, in nome della libertà di stampa e d’opinione, ne denunciava curiosamente “l’irriverenza” in materia religiosa e l’intollerabile sciaguratezza del linguaggio.