Matite appuntite
Giornali satirici per disegnare l'Italia

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Collana: I Giornali di Minerva
2013, pp 134
Rubbettino Editore
isbn: 9788849839005

La collana "I giornali di Minerva", dedicata allo studio di quotidiani e periodici presenti nelle collezioni della Biblioteca del Senato e inaugurata nel 2011 con la raccolta di saggi "Un giornale al mese", si arricchisce di un secondo volume dal titolo "Matite appuntite. Giornali satirici per disegnare l’Italia", che fa seguito all’omonima rubrica mensile on line pubblicata sul sito dell’Emeroteca nel corso del 2012. Attraverso le pagine di questo testo si è compiuto un excursus nella satira italiana dal 1848 agli anni Trenta del XX secolo, soffermandosi sulle riviste più rappresentative del periodo, dall’Arlecchino alla Rana, dal Pasquino al Capitan Fracassa, fino al Bertoldo e al Marc’Aurelio. Depositari di una tradizione illustre che affonda le sue radici nel mondo classico, a partire da Aristofane e Plauto, i giornali satirici conobbero un nuovo impulso proprio nell’Ottocento, quando la libertà di stampa rese possibile l’espressione di una critica, anche feroce e irriverente, al potere. Ecco quindi che accanto alle analoghe esperienze europee, inglesi e francesi in particolare, sorsero le prime riviste satiriche italiane, la cui analisi consente di delineare un percorso di ricerca parallelo all’approccio storiografico, attento al costume e alla società dell’epoca, in grado di ricostruire fedelmente la temperie culturale e politica del nuovo Stato unitario. Le vignette e le caricature delle testate satiriche segnano le tappe di uno spassoso viaggio in punta di penna nelle nostre vicende nazionali, grazie alla testimonianza di intellettuali, scrittori, artisti e disegnatori animati dall’eterna esigenza di irridere il conformismo e moralizzare la vita civile; in tal senso il connubio fra giornale e satira appare perfetto, laddove l’immediatezza della stampa fornisce un’arma micidiale alla polemica. Ripercorrere, sia pure a grandi linee, la storia della satira italiana tra Ottocento e Novecento significa così osservare da un’ottica privilegiata il nostro passato per meglio comprendere il presente, compito, questo, che la Biblioteca del Senato si assume come preciso dovere di formazione e conoscenza.

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