Mario Ajello, da giornalista a scrittore (Ansa.it)

di Redazione, del 23 maggio 2016

Da Ansa.it del 23 maggio

Con sguardo ironico talvolta dolente, mescolando satira e tragedia, il giornalista, ed ora scrittore, Mario Ajello racconta la caduta di Roma nel malgoverno e nel degrado. Cronaca, diario, analisi, denuncia: c'è tutto questo in "Disastro Capitale", un libro su Roma che va oltre Roma. La politica, il costume, il Palazzo, la vita della città e le sue malattie, il sindaco Marino e il boss Carminati, Giuseppe Gioachino Belli e il conte di Cavourma anche il circo dei Casamonica e le canzoni popolari di Mannarino, i pizzardoni e i medici della mutua, gli slang, gli scioperi e i disservizi, le buche stradali come baratro della vivibilità quotidiana. E, come nello stile giornalistico dell'autore, la lingua della politica si contamina con il gusto dell'osservazione sociale in un continuo saliscendi narrativo tra "alto" e "basso". Roma diventa così il riassunto e l'amplificazione nazionale di quel cortocircuito tra crisi dei partiti, opacità amministrativa e collasso del senso civico che, dove più e dove meno, rendono la gestione delle città sempre più complicata e difficile da controllare in questa fase di passaggio della nostra democrazia o post-democrazia. Il libro mette a nudo la Capitale per addentrarsi, attraverso di essa, nei mali e nei vizi dell'Italia bisognosa, ad ogni latitudine, di anticorpi capaci di difendere l'etica pubblica e la dignità della buona politica. Questa metropoli assume le sembianze di un grande set spalancato sul mondo, nel quale si muovono personaggi e si alternano situazioni. In vista di un lieto fine. "Che, miracolosamente, non è escluso".

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