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Mafia e questione meridionale nelle analisi di Luigi Sturzo

Mafia e questione meridionale nelle analisi di Luigi Sturzo

PrefazioneEugenio Guccione
Editore Rubbettino Editore
Collana Istituto Luigi Sturzo
Anno 2007
ISBN 9788849817218
Pagine 278

Disponibilità: Disponibile.

Prezzo Pieno: € 13,00

Prezzo Speciale: € 11,05

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Le ragioni della ricerca sul pensiero e sull'opera di Luigi Sturzo, raccolte in questo testo, pongono in evidenza la ferma volontà del fondatore del Partito popolare italiano che, uscendo allo scoperto sulla scena della politica prima locale e poi nazionale, radicava una scelta definitiva di denunciare il malaffare nella politica e gli intrallazzi della mafia ed il pericolo della sovrapposizione delle due sfere criminali. Per chi, come lui, prete, aveva deciso di «uscire dalla sacrestia» e di diffondere e praticare i principi cristiani in seno alla società, era già maturato il tempo per aiutare il popolo a formarsi una coscienza civile e per lanciargli un monito affinché si guardasse dall'affidare, in campo locale e nazionale, la gestione della pubblica amministrazione ai ladri, ai corrotti e ai collusi con la mafia. Si trattava di un messaggio destinato anche al mondo cattolico, che, in gran parte, continuava a mostrare reticenze e, peggio, resistenze nel recepire l'insegnamento della Rerum Novarum e nel capire l'importanza di certe aperture sociali, sia per la piena realizzazione della missione della Chiesa, sia per evitare che i meno abbienti e le classi lavoratrici venissero attratti dalle lusinghe del dilagante socialismo.
I risultati dello studio di Gaspare Sturzo rendono inequivocabilmente giustizia al prete calatino, personaggio divenuto scomodo nel secondo dopoguerra, in tempi, sicuramente, di «miracoli economici», ma pure tempi , stando alle sue ripetute denunce , di compromessi, connivenze e facili alleanze. La validità delle teorie meridionalistiche di Luigi Sturzo, di contro alle utopie o alle miopie di ideologi e di politici dell'epoca, è ora confermata in pieno, tanto da farlo emergere anche come uno dei più acuti osservatori del fenomeno mafioso e uno dei primi a denunciarne l'esistenza, avendone individuato con esattezza le cause, avendone colto con chiarezza, in momenti non sospetti, la tendenza all'urbanizzazione e avendone suggerito con realismo i mezzi affinché esso fosse snidato e debellato.


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