Le pensioni domani: si salvi chi può!
seconda edizione

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Collana: Problemi aperti
2004, pp XXII+82
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849810295
Sono ormai diversi anni che il problema delle pensioni occupa quasi stabilmente la prima pagina dei giornali. E quanto più cresce questa“occupazione”, tanto più aumenta la preoccupazione degli italiani su una delle realtà più importanti per la vita di ciascuno. Negli ultimi 10 anni sono state già fatte tre riforme del sistema pensionistico, eppure si continua a parlare della necessità di varare altre riforme, anche se i sindacati assicurano che non c'è alcun bisogno di farle. Secondo loro la sostenibilità finanziaria del sistema è stata garantita dalla riforma Amato (1992), dalla riforma Dini (1995) e dalla riforma Prodi (1997).
In questo libro, Giovanni Palladino chiarisce l'origine del problema, denuncia la pessima gestione legislativa e operativa fatta negli anni '70 e '80, e ritiene necessaria una ulteriore riforma. Ma sostiene che ormai sarà difficile per lo Stato fare molti risparmi sulle pensioni che verranno pagate nei prossimi anni ai“fortunati”, cioè ai 10 milioni di lavoratori che nel 1995 avevano maturato almeno 18 anni di anzianità contributiva e che sono sfuggiti ai severi tagli della riforma Dini.
Gli altri 12 milioni di lavoratori (i“meno fortunati” e gli“sfortunati”), colpiti pesantemente dalle riforme degli anni '90, hanno a disposizione il salvagente dei fondi pensione e delle polizze previdenziali per ottenere una rendita vitalizia, che possa integrare adeguatamente una pensione pubblica più modesta. Ma Palladino sostiene che per dare maggiore impulso allo sviluppo della previdenza integrativa - uno sviluppo ormai indispensabile - è necessario che il Parlamento approvi un regime fiscale più incentivante per i fondi pensione e per le polizze previdenziali. Il risparmio così investito deve infatti avere una corsia del tutto preferenziale, se si vuole davvero far raggiungere - anche ai lavoratori colpiti dalle riforme - l'obiettivo della tranquillità finanziaria nei sempre più lunghi anni del pensionamento.
Il libro si conclude con una“visione” di grande crescita dell'economia mondiale nel corso del XXI secolo, crescita che - secondo l'Autore - fornirà molte opportunità d'investimento produttivo al risparmio previdenziale, se gestito professionalmente e se ben diversificato sui mercati finanziari internazionali.