Le istituzioni nella mente
àncore di legittimità del potere politico

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Collana: Saggi
2005, pp 198
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione
isbn: 9788849809954
È ancora possibile comprendere e valutare la legittimità delle scelte politiche ed istituzionali assumendo il pensiero liberale come riferimento normativo ed empirico? Per mettere in rilievo le ragioni per le quali il liberalismo continua ad avere pertinenza nell’analisi dei processi sociali e rilevanza normativa nella ricerca della legittimità degli ordini politici l’autrice ricostruisce i tratti comuni che sono alla base di alcuni pensatori liberali, Adam Smith, Alexis de Tocqueville, Friedrich von Hayek. Nei loro schemi esplicativi un ruolo cruciale viene attribuito alla conoscenza e alle idee, così come anche oggi il modello di razionalità cognitiva elaborato da Raymond Boudon propone di partire dalle ragioni degli attori per studiare il cambiamento sociale. La continuità con i classici si costruisce dunque sul piano metodologico, nel primato causale e normativo riconosciuto all’individuo, al modo in cui questi vede, intepreta e conosce il mondo. Dalle interazioni fra attori, situati in contesti strutturati da istituzioni e tradizioni regolative, emergono i valori morali, le forme di partecipazione all’azione collettiva, le regole su cui si fondano le società aperte. Di qui l’attualità del pensiero liberale, che valuta le scelte istituzionali sulla base della loro capacità di innescare dinamiche ‘virtuose’ fra idee ed istituzioni, fra le norme astratte che danno un senso al vivere civile e gli obiettivi specifici che le comunità politiche perseguono con risorse comuni. È infatti questo il luogo in cui il potere politico trova la sua fonte di legittimità.