Le guerre cominciano a primavera
Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo

A cura di Melita Richter, Maria Bacchi

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Collana: Altera
2003, pp 359
Rubbettino Editore, Politica, Geopolitica, guerra, difesa e sicurezza
isbn: 9788849805499
Parole come 'identità', 'origine', 'comunità', 'nazione' possono essere alcune delle chiavi interpretative attraverso cui leggere la costruzione dei nuovi Stati-Nazione che sono sorti dalla violenta disgregazione della ex Jugoslavia. Tutte esprimono l'intreccio profondo tra nazionalismo e cultura patriarcale che questo libro vuol analizzare.
«Gli attuali nazionalismi jugoslavi non sono un residuo del diciannovesimo secolo. Non sono un'espressione retrograda e regressiva di società che si stanno modernizzando. Sono piuttosto la materializzazione del lato oscuro della stessa Europa che si dichiara stupita dell'eccentricità aggressiva delle comunità etniche balcaniche» (Tanja Rener).
L'analisi di questo“lato oscuro” dell'Europa attuale ha, quindi , preso avvio da una ricerca iniziata a Mantova , città che la Lega Nord avrebbe voluto 'cuore' di una inventata Nazione Padana , da un gruppo di donne, il Gruppo 7 - Donne per la pace.Tra il '96 e il 2002 si è costruita l'articolata polifonia di voci e approcci che in queste pagine prende corpo: gli sguardi di chi vive dentro paesi connotati dalla forte erosione sociale ed economica e dalle rotture relazionali ed emotive causate dalla guerra, si incontrano con quelli di chi si trova in qualche maniera 'esterno' al riparo storico e culturale da guerre fratricide, ma che ormai non può più essere del tutto sicuro che gli avvenimenti balcanici e le questioni che essi hanno sollevato, possano esser talmente distanti e circoscritti da non intaccare anche la realtà dell'occidente europeo.
Le autrici e gli autori si interrogano sulle scelte da compiere per progettare la convivenza ed ampliare gli spazi della società civile, sul rapporto fra la presa di coscienza dei crimini commessi in nome dei vari gruppi nazionali e la necessità di fare giustizia, sull'assunzione della responsabilità morale di quanto è accaduto e la possibilità di una transizione verso la convivenza democratica. Questo libro, tenendo vivo il dibattito su quanto è avvenuto nella ex Jugoslavia, cerca di non permettere che guerre sempre nuove stendano un velo su quelle precedenti, annullino e sospingano verso l'oblio i lutti, le sofferenze e i soprusi.