Le Coop alla finestra " Valuteremo..." (Il Resto del Carlino)

di Pietro Francesconi, del 19 gennaio 2016

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Noi, le Coop rosse, tra supermercati e riforme mancate

E della distribuzione moderna in un paese senza riforme

Da Il Resto del Carlino del 19 gennaio

«Siamo servi del consumatore e se i clienti dimostreranno l'esigenza di fare la spesa anche in orari non consoni alla tradizione, dobbiamo essere pronti a rimanere aperti anche noi». Così Vincenzo Tassinari, ex presidente di Coop Italia - il Consorzio che riunisce il sistema delle coop di consumatori -, raccoglie il guanto di sfida lanciato dal colosso della grande distribuzione Carrefour che, a partire da oggi, terrà aperti 24 ore su 24 due punti vendita in città. Va bene che «l'Italia non è gli Usa - prosegue Tassinari - ma, mantenendo sempre al primo posto i diritti dei lavoratori, qualche volta fare i giapponesi - cioè copiare, ndr - non fa male. Insomma, guardiamo con interesse alla sperimentazione di Carrefour».
Sul punto è più cauto Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop: «Quella di Carrefour è una scelta aziendale e la Coop farà le sue valutazioni: finché si rispetta la legge, comunque, è tutto legittimo». Battute che arrivano a margine del convegno 'Made in Italy, la sfida cooperativa', organizzato ieri nell'aula Prodi dell'Alma Mater da Librerie Coop e dalle Fondazioni Unipolis e Barberini per presentare il libro «Noi, le coop rosse», firmato da Tassinari insieme al giornalista Dario Guidi. Tra i presenti Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna e Pierluigi Stefanini, numero uno del Gruppo Unipol. Il volume, edito da Rubbettino, fa il punto sullo stato di salute della cooperazione - sorta di «Cenerentola bistrattata» dal sistema Italia - ripercorrendone la storia dal dopoguerra ai giorni nostri. «Questo libro e un atto di giustizia nei confronti di un soggetto economico che ha fatto la storia del nostro Paese», sottolinea Tassinari. «La cooperazione deve guardare al futuro e sentirsi utile all'Italia - osserva invece Stefanini investendo su energie rinnovabili, cultura e studio. Quello cooperativo è un mondo che ha ancora molto da dare».

di Pietro Francesconi

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