Luigi Sturzo
La vera vita
Sociologia del soprannaturale

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Collana: Istituto Luigi Sturzo
2005, pp 336
Rubbettino Editore, Fede e Spiritualità
isbn: 9788849811216
Seconda edizione italiana riveduta dall'autore Vera vita è quella completa per ogni lato, che corrisponde a tutte le nostre aspirazioni più profonde e forma la più alta sintesi delle nostre potenzialità e attività. Vera vita è quella dello spirito, nel suo più alto stadio, dove solo può operarsi la pacificazione delle intime discordanze e contraddizioni e dove ogni bisogno e dolore trova soddisfazione, conforto, superamento. Tale vita è la soprannaturale, alla quale siamo stati predestinati da Dio, non per esigenza di natura ma per dono di benevolenza; dono che ci eleva e nobilita, ci chiama al consorzio con Dio e ci fa inabissare nel suo mistero. La vita soprannaturale non è per l'uomo una mera aggiunzione o una sovrapposizione accidentale alla sua vita di natura, è una vera trasformazione dell'esistenza ed attività umana. La nostra vita di animale ragionevole, pur rimanendo alla superficie quella che è, con tutte le sue miserie, acquista un altro principio interiore al di sopra delle sue forze; da questo è unificata, ricevendo stampo di soprannaturalità. Di fronte a questa realtà trasformante, la concezione di una vita esclusivamente naturale non sarebbe che un'astrazione mentale e metodologica, così come si può astrarre dalla vita intellettiva analizzando nell'uomo solo la parte animale, e ciò non completamente, perchè come non pochi fenomeni della nostra vita sensitiva non possono spiegarsi senza l'influsso del pensiero e della coscienza, così anche molta parte della vita naturale. Potrà darsi che, inconsciamente o anche volontariamente, l'uomo rinunci alla vita superiore e limiti la propria attività a quel che si stima natura. Nei due casi, dell'astrazione intellettiva o della rinunzia pratica, l'uomo evade dalla sua complessa realtà. Come si vedrà in tutto il decorso del lavoro, non è una metafora nè un'amplificazione chiamare vita vera la soprannaturale, perchè, mentre con essa non si nega, anzi si perfeziona la vita naturale, senza di essa non si può neppure sanamente godere di tutto quello che la natura ci offre, nè sviluppare tutte le nostre forze spirituali e mantenere l'intelletto nella sfera della verità, nè superare moralmente le colpe, nè attingere ad una destinazione che dia significato all'immortalità dello spirito, e ottenere quella comunione con Dio che ci renda partecipi della sua stessa natura. E per questo che è stato messo come titolo del libro: «La Vera Vita». Il sottotitolo aggiuntovi: «Sociologia del Soprannaturale» si presenta alquanto criptico al comune lettore, ed esige una spiegazione preliminare del come la sociologia osi arrivare alla soglia del divino. C'è tanta confusione d'idee sulla sociologia, tenuta nei limiti della natura, che si teme di portarla nel campo del soprannaturale. Noi intendiamo affrontare qui un problema di capitale importanza e, osando darne anche una soluzione, speriamo che il nostro tentativo spingerà altri, con maggiore preparazione e maturità, a ritentarne la prova. (Dall’Introduzione)