La Repubblica perduta

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Collana: Saggi
2006, pp 134
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849816655
L'ordinamento costituzionale della repubblica romana si incentrava su tre soggetti istituzionali o, su tre organi.
Essi erano, rispettivamente, i supremi magistrati, il senato, le assemblee popolari.
I poteri di cui questi soggetti erano muniti avevano carattere originario, non derivavano da nomine o investitura.
Il potere dei supremi magistrati, i consoli, era l'imperium. Un potere che in qualche modo ricomprendeva funzioni esecutive, legislative e giudiziarie.
Il potere del senato, l'auctoritas patrum o senatus, si concretizzava, in un complesso di funzioni finalizzate alla determinazione dell'indirizzo politico della repubblica e alla tutela dell'ordinamento repubblicano.
Infine, il potere delle assemblee popolari, i comitia, era dato dalla libertas ossia dalla partecipazione dei cittadini che componevano le assemblee alla gestione della res publica.
Tra questi poteri esisteva un rapporto di correlazione e di bilanciamento - balance - cui si deve l'ottimo governo dei tempi d'oro della repubblica.
Nell'ultimo secolo a.C. per un complesso di cause, tra le quali, la corruzione, la caduta dei valori tradizionali e, non ultima, la posizione egemone acquistata da Roma il rapporto di cui si è detto venne a infrangersi, determinando il sovrapporsi, ora dell'uno ora dell'altro organo sui due restanti.
Questa situazione avrebbe condotto ben presto la repubblica alla sua fine, e all'avvento del Principato augusteo.