La regina di Gangi
Storia di briganti, mafiosi e poliziotti nella Sicilia degli anni Trenta

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Collana: Altera
2005, pp 186
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali
isbn: 9788849812619
Prefazione di Giovanna Fiume
Il 4 ottobre 1927, a Termini Imerese (Palermo), inizia il primo maxiprocesso della storia giudiziaria italiana, con 153 imputati dei paesi delle Madonie, arrestati dopo il famoso assedio di Gangi (Palermo), voluto dal prefetto Cesare Mori. Tra gli imputati Giuseppina Salvo, donna Peppina, detta la“Cagnazza” o la“Regina di Gangi”, assieme ai suoi sette figli. Madre del capobanda Nicolò Andaloro, organizzava , e imponeva , matrimoni, impartiva ordini a tutto il vicinato, godeva del rispetto e del timore reverenziale dei paesani che le riconoscevano un'indiscussa autorità. Proteggeva le latitanze di Nicolò , capo della banda Andaloro-Ferrarello e dopo il primo arresto del figlio, avvenuto per il tradimento di un componente della banda, decise e fece eseguire la vendetta come una perfetta capomafia. La vicenda di Giuseppina Salvo dà lo spunto all'Autrice per decrivere il contesto in cui ha operato questa“matriarca”: le bande di briganti, i nobili e i notabili dei paesi delle Madonie, i padroni di latifondi, i gabellotti e i soprastanti mafiosi, e la lotta intrapresa da Cesare Mori contro la mafia del posto. Il metodo con cui è costruito questo racconto storico è quello dell'inchiesta giornalistica e da giornalista Marina Pino non trascura di seguire i resoconti della stampa, non solo dei giornali storici della Sicilia dell'epoca («L'Ora» e il «Giornale di Sicilia»), ma anche dei fogli più schierati o polemici (la «Sicilia Nuova» del federale Alfredo Cucco).

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