La questione della sicurezza nell'evoluzione della politica estera della repubblica popolare Cinese

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Collana: CeMiSS
2006, pp 158
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849813317
La Repubblica Popolare Cinese è entrata in una nuova fase della sua storia a partire dal terzo Plenum dell'11° Comitato Centrale del partito Comunista del 1978, al quale sono seguite profonde riforme economiche, che hanno inaugurato un progressivo ritorno al mercato, il graduale integrarsi negli scambi internazionali e un'impetuosa crescita economica a tassi di sviluppo medio molto alti rispetto ai paesi sviluppati dell'Europa e degli USA. Tale trasformazione, legata alla figura di Deng Xiaoping, il leader politico che raccolse la successione di Mao e ai suoi successori, si è accompagnata a una serie di mutamenti profondi relativi alla legittimazione del Partito Comunista Cinese, alle istituzioni e, in negativo, a una serie di squilibri prodottisi nella società. Sul piano della sicurezza questo sviluppo, insieme alle dimensioni geografiche e demografiche della RPC, ha sollecitato da un lato il sentimento nazionale, mai completamente sopito dai tempi della fine dell'impero Qing all'inizio del ''900, dall'altra ha posto il governo di Pechino, di fronte a specifiche sfide nel quadro della dissoluzione del blocco comunista, della fine della Guerra Fredda e dell'evoluzione dell'ambiente internazionale una volta venuto meno il "bipolarismo" Usa-URSS. In queste condizioni la Cina ha dovuto reimpostare una strategia, inquadrata nella dinamica dei nuovi equilibri politico-militari e nelle esigenze delle priorità di natura largamente economica, che si è posta. Al centro di queste, tuttavia, figurano importanti fattori di continuità rispetto al suo passato, fra i quali primeggia la cosiddetta "questione" di Taiwan, col suo significato non solo diplomatico e strategico. Inoltre le dimensioni della presenza cinese sullo scorcio del nuovo secolo, hanno dato origine a numerose speculazioni politologiche, per le quali l'ascesa della Cina potrebbe danneggiare la stabilità internazionale e costituire una "minaccia". Alternativamente si è discusso se non potrebbe sorgere in futuro un nuovo sistema internazionale in Asia, nell'ambito del quale la RPC tornerebbe a esercitare un peso proporzionale al grande passato della sua antica civiltà. Il presente saggio offre un profilo di tutte queste tematiche e analizza, sullo sfondo storico del ''900, anche possibili risposte per l'immediato futuro.