La piazza della rivolta
Microstoria di un paese arbëresh in età giolittiana

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Collana: Varia
2003, pp 208
Rubbettino Editore, Politica, Ideologie e culture politiche
isbn: 9788849806038
Prefazione di Pino Ferraris
Quando cadono le solidarietà artificiali dei partiti, quando vanno in crisi le identità ideologiche si può trovare la risorsa inattesa di ricercare il futuro nelle proprie radici. Non è lavoro storiografico questa scrittura di Mario Brunetti che collega i drammatici fatti di Reggio Calabria del 1970 con la rivolta di Plataci del 1909, non è lavoro storiografico la ricucitura dei raccordi tra il fermento ideale e politico nella piccola comunità italo-albanese incastrata tra i contrafforti aspri del Pollino e la grande storia dei moti anti-borbonici e del movimento risorgimentale. Si legge in queste pagine una sorta di corpo a corpo tra la biografia e la storia, un modo tutto politico di porre al passato le domande che insorgono dalle discontinuità del presente, la fatica di un tentativo di reinventare una tradizione popolare scavando sotto le macerie di una “storia sacra” di gruppi dirigenti, di apparati e di ortodossie ideologiche. Può darsi che, quando si incrinano le motivazioni esibite e riconosciute (marxiste, socialiste, comuniste) di una vita militante, si scopra che le scelte di campo e i pensieri ossessivi di tutta una esistenza ci sono venuti da una infanzia comunitaria nutrita dalle ansie di libertà e dalle idee di giustizia diffuse da un seminario greco-ortodosso delle profonde Calabrie. Quando si dichiara di voler mettere a fuoco “il ruolo straordinario avuto nella storia sociale e politica del Sud dell’Italia, pre e post unitaria, dagli arbëreshë (italo-albanesi) portatori di una passione civile e anticonformista che si intreccia con la storia democratica del Mezzogiorno”, è chiaro che si rovesciano paradigmi. Si apre il varco alla complessità e alla libertà nella storia contro le visioni rettilinee di un processo storico trascinato dalle grandi idee (il liberalismo, il marxismo) oppure spinto dalle inesorabili contraddizioni economiche (feudalesimo/borghesia, capitale/lavoro).