Anna Curcio
La paura dei movimenti
Evento e genealogia di una mobilitazione

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Collana: Scaffale Universitario
2006, pp 152
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali
isbn: 9788849816532
Il 23 novembre 2002 un corteo di oltre 60 mila persone attraversa la città di Cosenza per chiedere la scarcerazione di alcuni attivisti arrestati per le mobilitazioni di Napoli e Genova nel 2001. Tuttavia, il testo non si occupa delle questioni legate alla repressione del dissenso, ma operando uno spiazzamento utilizza la mobilitazione di Cosenza per leggere la potenza e i nodi irrisolti del movimento globale, cioè lo spazio in cui essa si situa. Attraverso un'inchiesta etnografica e interviste in profondità questo libro fin dal titolo richiama le ambivalenze attraverso cui è possibile analizzarne la parabola. Da una parte la paura che i movimenti incutono, per la loro crescita impetuosa e la capacità di imporre questioni radicali, per l'imprevedibilità che consente loro di sfuggire ai meccanismi del controllo e alle forme della rappresentanza politica. Dall'altra parte la paura che i movimenti hanno, di farsi arrestare (metaforicamente e non) e di non riuscire a praticare un'alternativa organizzata, di non essere in grado di incidere sui rapporti di potere e dell'incapacità di cambiare realmente il mondo dopo averlo fatto fragorosamente sobbalzare, limitandosi a specchiarsi vanitosamente nell'immagine della seconda“superpotenza moondiale” o, nel caso di Cosenza, della“città sovversiva”.