La pace è un'utopia?
La prospettiva di Raimon Panikkar

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Collana: Varia
2006, pp 140
Rubbettino Editore, Fede e Spiritualità
isbn: 8849814666
“La nostra cultura tecnocratica, attraverso il culto dell'accelerazione, ha trasgredito i ritmi naturali della natura e della mente, e ha prodotto una società che, oltre a non avere la pace, ne rende difficile e urgente la realizzazione ai nostri giorni [...]. Dall'ultimo conflitto mondiale, più di mille persone al giorno cadono vittime della guerra, milioni sono i profughi del mondo, i bambini che vivono abbandonati sulla strada e la gente che muore di fame [...].Se vi è pace interiore, esiste ancora qualche possibilità di sopravvivenza. La pace è più che un'assenza di conflitti armati. Se non c'è pace dentro di noi non vi può essere pace nemmeno attorno a noi. D'altra parte, non è possibile godere in pienezza la pace interiore se il nostro ambiente umano ed ecologico subisce violenza o ingiustizia.La pace interiore produce la pace esteriore e questa nutre la pace interiore [...]. La filosofia della vita intesa come 'la sapienza dell'amore' propria della vita stessa ci aiuta a superare la dicotomia fra interiorità ed esteriorità, ad accettare la pace come un dono, a comprendere che nessuna vittoria porta mai alla pace, e che oggi dobbiamo disarmare le nostre rispettive culture insieme con l'eliminazione delle armi. Le nostre culture sono spesso bellicose, trattano gli altri come nemici, barbari, selvaggi, primitivi, pagani, non credenti, intolleranti e così via. Il disarmo culturale è il requisito indispensabile per garantire la pace e giungere ad un disarmo duraturo” (da un'intervista a Raimon Panikkar).Tutto questo richiede un autentico dialogo interculturale, che ci faccia conoscere e amare le culture diverse dalla nostra e riconoscere, attraverso quelle, i limiti della nostra, senza che questo significhi cadere nel relativismo o abbandonarsi ad un'impossibile utopia.