La Nazione in rosso
Socialismo, Comunismo e "Questione nazionale": 1889-1953

A cura di

Special Price €15,30

Prezzo Pieno: €18,00

aggiungi al carrello
aggiungi alla whishlist

Collana: Le ragioni degli storici
2005, pp 334
Rubbettino Editore, Politica, Ideologie e culture politiche
isbn: 9788849811773
La“Nazione in Rosso” ricostruisce i modi in cui una delle due maggiori ideologie del secolo XIX e XX, il Socialismo, si è confrontata con l'altra ideologia che ha dato l'impronta all'età contemporanea, il Nazionalismo. I capitoli coprono il periodo che va dalla fondazione della Seconda Internazionale (Parigi, 1889) alla morte di Stalin (Mosca, 1953), affrontando aspetti centrali della problematica, quali le teorie sulla nazione degli austromarxisti, il rapporto della Seconda e della Terza Internazionale con la democrazia, la concezione anti-nazionale di Amadeo Bordiga, le elaborazioni socialiste sulla nazione tra le due guerre mondiali, l'atteggiamento dei comunisti rispetto alle espulsioni dei tedeschi dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia, la questione nazionale nel comunismo italiano e in quello francese.
La comparazione tra il modo in cui socialisti e comunisti si posero rispetto alla nazione fornisce utili elementi di analisi e di giudizio storico sui due movimenti politici, evidenziandone, accanto alle comuni radici ideologiche, anche le forti discontinuità. La nascita della Terza Internazionale e la rapida sottomissione dei partiti comunisti agli interessi sovietici porteranno nel corso della Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra a politiche di vera e propria negazione dell'”interesse nazionale” o, al contrario, come nel caso del Partito comunista della Cecoslovacchia, di rimessa in discussione del proprio carattere plurinazionale. Tali scelte si rivelarono particolarmente penalizzanti per il Partito comunista francese, mentre il Partito comunista italiano sarà in grado, grazie alle diverse contingenze politiche, di presentarsi all'elettorato come forza politica nazionale, con indubbie ricadute positive in termini di credibilità politica e di influenza all'interno del sistema partitico.