"La mia partita" il racconto pedagogico di Cadili (Cult)

di Salvo Butera, del 04 luglio 2012

Da Cult - 4 luglio 2012
Gli spunti di attualità non mancano, quelli autobiografici neanche. Giuseppe Cadili, docente e giornalista, nell'ottobre dell'anno scorso ha scritto un racconto, "La mia partita", che in poco tempo è diventato sia un film (un "corto" del regista Pasquale Scimeca) che un libro edito da Iride, del gruppo Rubbettino.
La vicenda è quella di Antonio, studente del Convitto Falcone di Palermo che decide di truccare la partita decisiva di un torneo scolastico di calcio. Intento che abbandona grazie agli ammonimenti dell'educatore: «Ricordatevi che siete i ragazzi della scuola di Giovanni Falcone». Così viene assalito da una crisi di coscienza e capisce che non può commettere un'azione illegale proprio nel Convitto dedicato al giudice assassinato dalla mafia.
«In questo racconto - sottolinea Cadili - ci sono i pilastri su cui ognuno di noi dovrebbe costruire la propria casa della legalità: la famiglia, l'istruzione e i veri modelli, come Falcone, Borsellino e tutte le altre vittime di mafia che hanno svolto fino in fondo il proprio dovere per affermare i principi di giustizia, democrazia e libertà. Ho voluto dare un esempio a mio figlio cedendo tutti i diritti per l'utilizzo cinematografico affinché vadano in beneficenza per la costruzione di un college in Ecuador destinato ai bambini di strada. Si chiamerà Falcone».
Prefazione di Maria Falcone, disegno di copertina di Giuseppe Franzella, disegni interni di Giuseppe Morici.

Di Salvo Butera