La metafora di un Paese che resta a terra (Corriere della Sera)

di Antonella Baccaro, del 11 giugno 2015

Opzione zero

il virus che tiene in ostaggio l'Italia

Da Corriere della Sera del 11 giugno

Benvenuti in Italia. Dove è possibile che l'aeroporto della Capitale, hub della neonata alleanza Alitalia-Etihad, nel pieno degli arrivi estivi, debba rinunciare, dall'alba di sabato prossimo, al 40% dei voli per il sequestro del molo interessato dall'incendio di un mese fa. Non è un bel biglietto da visita per un Paese il cui turismo è già messo a rischio dal massiccio arrivo dai barconi degli immigrati sul litorale Sud.
Ancora una volta siamo in pieno «gioco del cerino», con i soggetti che dovrebbero dire l'ultima parola sulla qualità dell'aria al molo dove si è verificato l'incendio, che si rimpallano la responsabilità del verdetto, di fatto facendo perdurare il sequestro. In gioco ci sono milioni, quelli che lo scalo continuerebbe a perdere se restasse parzialmente chiuso. Gli interessi in campo sono chiari: la salute e la sicurezza da una parte, gli interessi economici dall'altro, nessuno deve sottrarsi alle proprie responsabilità. nel caso ci fossero ancora ragioni di natura sanitaria che impediscano il pieno recupero dell'aeroporto di Roma, lo si dica senza perdere altro tempo.
Altrimenti si consenta allo scalo di ripartire. Se è vero che il virus che tiene in ostaggio l'Italia è l'«opzione zero», come suggerisce un recente pamphlet a firma di Francesco Delzio, bisogna rompere quel circolo vizioso di chi decide di non decidere per non assumersi responsabilità.
Se si vuole cambiar verso, si parta da qui. O il paese resterà a terra.

Di Antonella Baccaro

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